Non una tragica fatalità, ma l’effetto di un collasso strutturale e organizzativo che parte da lontano. La morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di due anni deceduto lo scorso sabato all'ospedale Monaldi dopo un trapianto di cuore eseguito con un organo danneggiato, potrebbe non essere un caso isolato. La procura di Napoli indaga anche su altri due trapianti sospetti all'ospedale Monaldi. Uno risale al 2021 e l'altro in epoca precedente. Al momento, secondo quanto si apprende, non si tratta di vere e proprie indagini ma di approfondimenti investigativi disposti dalla VI sezione lavoro e colpe professionali (coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci) legati alla vicenda di Domenico.
I pm intanto stanno valutando le condotte della cardiochirurgia pediatrica finita sotto inchiesta dopo la morte del piccolo Domenico di due anni.
Oggi Federconsumatori Campania ha depositato un esposto formale che punta l'indice contro la gestione della trapiantologia pediatrica nel nosocomio napoletano, definendo l'accaduto come la punta di un iceberg di una "criticità sistemica".
Un sistema sotto accusa: dal "cuore bruciato" ai precedenti
Secondo l’avvocato Carlo Spirito, che rappresenta l'associazione, il nesso tra carenze organizzative ed eventi letali sarebbe evidente. L’esposto non si limita al caso di Domenico -già segnato dal controverso episodio del "cuore bruciato" durante il trasporto da Bolzano - ma richiama altri decessi sospetti, come quello di Pamela Dimitrova, morta nel 2024 a soli due anni mentre era in attesa di un organo.
"Il decesso di Domenico non è un evento isolato," si legge nel documento, "ma qualcosa di sistemico derivante dalle innumerevoli criticità di cui è affetta la struttura."
Le ombre sulle autorizzazioni e i verbali del CNT
L’inchiesta di Federconsumatori scoperchia un vaso di pandora burocratico che risale addirittura al 2002. La struttura risulterebbe operare sulla base di richieste di autorizzazione mai approvate dal Comune di Napoli e periodicamente prorogate senza le verifiche di rito.
Un punto centrale dell’esposto riguarda un verbale ispettivo del Centro Nazionale Trapianti (CNT), reso noto solo a febbraio 2026, ma che sarebbe stato nelle mani della Direzione Generale della Sanità campana e dell’Azienda dei Colli da tempo. Tale documento fissava una deadline al marzo 2025 per la messa a norma di un reparto dedicato ai trapianti pediatrici; una scadenza, a quanto pare, rimasta lettera morta.
Pazienti pediatrici in reparti per adulti
Le accuse mosse dall'associazione descrivono una situazione assistenziale al limite del paradossale:
Assenza di un reparto dedicato: I piccoli pazienti sarebbero stati "ospitati" in aree di chirurgia per adulti, inadatte alle specifiche esigenze pediatriche.
Mancanza di terapia sub-intensiva: Un vuoto assistenziale cruciale per il post-operatorio dei trapiantati.
Volumi di attività irrisori: Tra il 2019 e il 2024, l’unità operativa avrebbe effettuato un solo intervento, sollevando dubbi sulla manutenzione delle competenze cliniche necessarie per operazioni così complesse.
La denuncia politica: "Sistema superiore alle regole"
Il presidente di Federconsumatori Campania, Giovanni Berritto, usa parole durissime verso le istituzioni sanitarie regionali: "Siamo testimoni di un’azione istituzionale che agisce in sfregio ai normali iter, offrendo la tremenda impressione di un sistema che si sente superiore alle regole e le declina a suo piacimento".
Mentre la magistratura dovrà accertare se sussista un nesso causale tra le condizioni del Centro e i decessi, resta il peso di una responsabilità che appare condivisa su più livelli, dalla direzione ospedaliera ai vertici della sanità campana. Chiedere giustizia per Domenico e Pamela significa, oggi, pretendere che il diritto alla salute non venga sacrificato sull'altare della burocrazia o dell'inefficienza.
Fico, conclusa relazione commissione su Domenico, al vaglio del ministro
Intanto arriva la dichiarazione del Presidente della Regione Roberto Fico a margine dell'inaugurazione dell'anno giudiziario del Tar. "Io ho attivato nell'immediato tutti i poteri previsti per controllare, vigilare e comprendere cosa fosse successo. La Commissione che ho individuato ha concluso una relazione che è al vaglio anche del ministro, che dovrà poi fare anche la relazione con i propri ispettori e poi vedremo". Lo ha detto il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, in relazione alla morte del piccolo Domenico a seguito di un trapianto di un cuore danneggiato, a margine dell'inaugurazione dell'anno giudiziario del Tar Campania.
A chi ha chiesto se ritenesse opportuno 'un gesto' da parte dei vertici del Monaldi, Fico ha risposto: "Prima di definire il tutto, vorrei chiudere definitivamente l'istruttoria da parte della direzione generale Salute della Regione Campania e aspettare anche quella del ministero, poi la magistratura farà il proprio corso".