Una vittoria pesantissima, arrivata all’ultimo respiro, che sa di liberazione ma anche di fatica. Il 2-1 del Napoli sul campo dell’Hellas Verona, deciso al 96’ da Romelu Lukaku, è il manifesto di una stagione complicata. E nelle parole di Antonio Conte c’è tutto il peso di un’annata vissuta sul filo.
«Questa è una stagione che mi porterò dentro come esperienza di carriera – ha detto il tecnico azzurro ai microfoni di DAZN – mi sta dando tanto a livello di insegnamento e di gestione. Sto affrontando cose che non mi erano mai capitate». Parole che raccontano un percorso non solo tecnico ma umano. «Bisogna dare peso anche al valore umano, cercare le parole giuste, con il classico bastone e la classica carota. Mi sta migliorando sotto tantissimi aspetti: gestire tutte queste situazioni non è semplice. Mi sento un allenatore più forte».
Il Napoli resta in piedi, lotta, soffre e si aggrappa alla zona Champions. «Rimaniamo in piedi e troviamo la soluzione giusta, non solo dal punto di vista calcistico ma umano», ha aggiunto Conte, sottolineando quanto la compattezza del gruppo sia oggi l’arma principale.
Un capitolo a parte lo merita Lukaku, tornato decisivo dopo un periodo complicato. «Ha avuto un infortunio grave – ha spiegato l’ex ct – so benissimo quanto soffra. Vorrebbe aiutare il Napoli e direttamente me, per il rapporto che abbiamo. Lo stiamo coccolando, ci stiamo lavorando: non è ancora quello che conosco, ma questo gol deve dargli fiducia». Lo sguardo è già rivolto anche al futuro internazionale del belga: «Ha i Mondiali e vorrei che lui e Kevin De Bruyne li giocassero».
Sul proprio destino, Conte non si sbilancia: «Ho ancora un anno di contratto. Pensiamo al presente per regalarci il miglior futuro possibile». La priorità è chiara: restare tra le prime quattro. «Anche nelle difficoltà dobbiamo reagire e lottare. Se vai in Champions è tutto un altro discorso. Stiamo raschiando il fondo del barile per portare a casa punti. Oggi avevamo tutto da perdere, siamo stati bravi a portarla a casa».