Benevento

La Salernitana ha sofferto contro il Catania. La squadra etnea si è fatta preferire anche nei numeri: 62 per cento di possesso palla, 13 tiri contro 6 verso la porta avversaria (8 a 1 nello specchio, 5 pari fuori), xG a 1,98 per gli etnei contro un modesto 0,88 dei granata. Ma alla fine è stato zero a zero, con grande rammarico di Mimmo Toscano che giovedì sarò ospite della squadra giallorossa al Vigorito. 

Serse Cosmi, per la prima volta sulla panchina granata, l'ha spiegata così: “E' doveroso premettere che io avevo chiesto di sbagliare tutto tranne che l'atteggiamento. Di soffrire fino in ultimo e credere di poter vincere la partita. Ho visto un'ottima squadra contro, qualità sugli esterni di categoria superiore. Noi abbiamo aggiustato qualcosa, perchè con Ashik e Villa eravamo in sofferenza, volevamo limitare Casasola e nel finale del primo tempo ci siamo messi 4-5-1, poi con l'entrata di Anastasio e Quirini. la squadra ha dato di più sotto l'aspetto fisico. L'atteggiamento c'è stato, ma è mancata la qualità che non siamo riusciti ad esprimere completamente. Spetta a me smussare questo aspetto e far giocare al calcio con più libertà. Qualitativamente bisogna fare non uno, ma tre passi in avanti”.

Cosmi ha chiesto un po' di tempo, quello necessario per aggiustare qualcosa: “Ci vole un po' di tempo per capire la squadra, magari non tantissimo. Toscano li allena dall'anno scorso, ma noi arriveremo a giocare molto meglio. La squadra che voglio io deve esprimere un altro calcio. Il pubblico? Commovente”.

Poi dice la sua anche sui play off, a cui la Salernitana sembra destinata: “Vorrei una squadra che, credo, possa esprimergli meglio. Tanti passaggi sbagliati vengono dalla foga: ho visto Quirini fare un contrasto su Antonucci... Siamo un pochino lenti nella costruzione e nel giro palla. Ma contro una squadra forte, che accentua i tuoi difetti. Magari tra due mesi saremmo migliorati.

I play off sono una mattanza, bisogna arrivare carichi giusti senza esasperare troppo i concetti. Posso cercare di portare la squadra a giocare quelle partite in maniera ottimale.

Il calcio per fortuna vive di emozioni e non c'è un'età per viverle bene o male. A me ancora oggi mi far star bene entrare in uno stadio come questo”.