Il sorriso è amaro. La Salernitana di Cosmi tiene botta, ferma il Catania e lascia segnali contrastanti. Da un lato le difficoltà del primo tempo, la troppa frenesia in fase di costruzione e un gioco ancora non brillante. Dall’altra però anche la forza mentale di saper restare in piedi e nel finale tentare l’assalto per un successo che sarebbe stato scacciacrisi. Danilo Iervolino incassa il pari e soprattutto si tiene le sensazioni arrivate dal campo. Sotto gli occhi dei quasi 12mila dell’Arechi, la “prima” del nuovo allenatore scivola via tra gli applausi. Non per il patron che incassa sia nel prepartita che subito dopo il fischio finale i cori che ormai sono diventati un tormentone.
Un vecchio pallino
In tribuna, il massimo dirigente granata ha osservato la sfida. A poche sedute di distanza anche il commissario prefettizio del Comune di Salerno Vincenzo Panico. Non è passata inosservata la presenza del ds della Juve Stabia Matteo Lovisa. Al fianco dell’uomo mercato delle vespe l’allenatore Ignazio Abate. Quello del giovane dirigente stabiese resta un nome che stuzzica sempre la fantasia di Danilo Iervolino. Il patron aveva immaginato nella scorsa primavera di affidare la ripartenza in serie B in caso di faticosa salvezza al tandem Lovisa-Pagliuca. Più volte aveva assistito alle sfide della Salernitana all’Arechi. Poi però la retrocessione in serie C ha fatto saltare i piani.