L’escalation militare che coinvolge Iran, Israele e Stati Uniti, con la chiusura di diversi spazi aerei e la cancellazione di migliaia di voli, ha riportato in primo piano il tema della presenza italiana in Medio Oriente. Centinaia di connazionali hanno chiesto assistenza e la Farnesina ha attivato una task force dedicata al Golfo a supporto dell’Unità di Crisi. I numeri ufficiali restituiscono una presenza ampia e strutturata, che va ben oltre l’emergenza delle ultime ore.
Emirati e Israele, i due poli principali
Il Paese con la comunità italiana più numerosa sono gli Emirati Arabi Uniti, dove risultano 30.213 connazionali. Di questi, 20.977 sono iscritti all’Aire, mentre 7.815 sono le nuove segnalazioni registrate nelle ultime 36 ore. Il dato conferma il ruolo degli Emirati come piattaforma economica e logistica dell’intero quadrante mediorientale: manager, professionisti, imprenditori e personale di grandi gruppi italiani operano tra Dubai e Abu Dhabi, accanto a lavoratori temporanei e viaggiatori in transito attraverso gli hub aeroportuali.
Numeri molto elevati anche in Israele, con 20.955 italiani, di cui 19.671 iscritti all’Aire e 163 segnalazioni nelle ultime 36 ore. Qui prevale la componente stabile: famiglie italo-israeliane, ricercatori, personale diplomatico e operatori impegnati nei settori tecnologico e sanitario.
Qatar, Arabia Saudita e Oman tra energia e grandi opere
Nel Qatar si contano 3.969 connazionali, di cui 2.810 iscritti all’Aire, con 769 nuove segnalazioni nelle ultime 36 ore. La presenza italiana è legata soprattutto ai comparti energia, infrastrutture e servizi.
In Arabia Saudita risultano 3.822 italiani e 1.322 segnalazioni nelle ultime 36 ore, uno degli incrementi più alti registrati nella mappa diffusa dalla Farnesina. Le grandi commesse industriali e i progetti di diversificazione economica spiegano la consistenza della comunità.
In Oman i connazionali sono 1.493, di cui 341 iscritti all’Aire, con 709 nuove segnalazioni: un dato che evidenzia una presenza in parte temporanea, legata a missioni tecniche e incarichi professionali.
Kuwait e Bahrain, comunità più piccole ma radicate
In Kuwait si registrano 1.077 italiani, di cui 805 iscritti all’Aire, con 68 segnalazioni nelle ultime 36 ore. In Bahrain il totale è di 893 connazionali, 646 iscritti all’Aire e 112 nuove segnalazioni. In entrambi i casi si tratta soprattutto di professionisti nei settori energia, difesa, consulenza e servizi finanziari, inseriti in contesti economici altamente internazionalizzati.
Egitto e Turchia, presenze storiche e strategiche
Fuori dal Golfo, l’Egitto conta 10.275 italiani, di cui 7.260 iscritti all’Aire, con 734 segnalazioni nelle ultime 36 ore. La comunità è composita: imprenditori, personale legato al settore energetico, cooperanti e residenti storici distribuiti tra Il Cairo, Alessandria e le aree industriali.
In Turchia si contano 6.950 connazionali, con 150 nuove segnalazioni nelle ultime 36 ore. Istanbul e Ankara rappresentano poli economici e diplomatici di primo piano, crocevia tra Europa e Asia, con una presenza italiana consolidata nel commercio, nella cultura e nelle relazioni istituzionali.
Libano, Giordania e Territori palestinesi tra cooperazione e missioni
In Libano sono presenti 3.899 italiani, di cui 2.983 iscritti all’Aire, con 27 segnalazioni nelle ultime 36 ore. La presenza italiana è storicamente legata anche alla partecipazione a missioni internazionali e a iniziative di cooperazione.
In Giordania il totale è di 2.496 connazionali, 1.616 iscritti all’Aire e 486 nuove segnalazioni. Nei Territori palestinesi si contano 3.661 italiani, di cui 3.521 iscritti all’Aire, una presenza spesso connessa ad attività religiose, umanitarie e progetti di cooperazione.
La fotografia aggiornata conferma dunque una rete italiana diffusa e articolata in tutto il Medio Oriente. In una fase segnata da tensioni militari e blocchi ai collegamenti aerei, il dato sulle segnalazioni delle ultime 36 ore diventa un indicatore cruciale per misurare l’impatto immediato della crisi e calibrare l’intervento consolare.