Ambasciata Usa sotto attacco, sei soldati morti. Il quarto giorno di guerra in Medio Oriente segna un salto di qualità nello scontro tra Iran, Stati Uniti e Israele. Nella notte droni lanciati da Teheran hanno colpito l’ambasciata americana a Riad, provocando un incendio e la morte di sei militari statunitensi. Le autorità saudite hanno parlato di otto velivoli intercettati nei pressi della capitale e di al-Kharj, ma due ordigni sono riusciti a centrare il complesso diplomatico.
Da Washington la reazione è stata immediata. La Casa Bianca ha annunciato che gli Stati Uniti risponderanno. Il presidente Donald Trump non ha escluso l’invio di truppe di terra, legando le decisioni agli esiti delle operazioni aeree in corso. “Siamo i migliori del mondo e faremo tutto il necessario”, ha dichiarato, lasciando intendere che la ritorsione potrebbe essere imminente.
Raid su Teheran e Beirut, nuovo fronte libanese
Sul terreno l’escalation è evidente. L’esercito israeliano ha comunicato di essere impegnato in attacchi simultanei su Teheran e su Beirut, mentre in Libano sono stati diffusi nuovi ordini di evacuazione per diversi quartieri della periferia sud della capitale, roccaforte di Hezbollah.
Il movimento sciita ha rivendicato attacchi con droni contro basi israeliane nel nord dello Stato ebraico e sulle alture del Golan, parlando di risposta diretta ai bombardamenti sulle città libanesi. Si apre così un nuovo fronte che rischia di trascinare l’intera regione in un conflitto più ampio, con il Golfo in stato di massima allerta.
Pasdaran e Bahrein, tensione nello Stretto di Hormuz
La Guardia Rivoluzionaria Islamica ha annunciato di aver colpito una base militare americana in Bahrein con droni e missili, sostenendo di aver distrutto l’edificio di comando principale. Washington ha ordinato al personale non essenziale di lasciare Bahrein, Giordania e Iraq, mentre l’ambasciata in Kuwait è stata chiusa fino a nuovo avviso.
Teheran ha inoltre minacciato la chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico petrolifero mondiale. Gli Stati Uniti hanno smentito che il passaggio sia stato effettivamente bloccato, ma la sola ipotesi ha scosso i mercati internazionali.
Mercati in caduta, energia alle stelle
Le Borse europee e asiatiche hanno aperto in forte ribasso, con gli investitori che temono un conflitto prolungato. Petrolio e gas registrano rialzi significativi, spinti dal rischio di interruzioni nelle forniture dal Golfo Persico. La prospettiva di una guerra estesa e di un coinvolgimento diretto americano via terra alimenta l’incertezza globale.
Secondo fonti militari statunitensi, nelle ultime ore sarebbero stati distrutti centri di comando e basi missilistiche iraniane, inclusi obiettivi legati al programma nucleare. Israele sostiene che Teheran stesse costruendo nuovi siti atomici “inattaccabili”, mentre da parte iraniana arriva la linea della fermezza: nessuna trattativa con Washington.