Nola

Domani, mercoledì 4 marzo alle ore 15, nella Cattedrale di Nola (Napoli) sono in programma i funerali di Domenico Caliendo, il bambino di appena due anni e mezzo deceduto il 21 febbraio scorso all’ospedale Monaldi di Napoli. La piccola vita di Domenico — così giovane, così fragile — si è spenta dopo settimane di agonia, segnate da speranze, tensioni familiari e l’avvio di un’inchiesta giudiziaria tra polemiche e indagini penali.

Domenico, nato con una cardiomiopatia dilatativa, una grave patologia che compromette la funzione del cuore, era da tempo in lista d’attesa per un trapianto cardiaco, l’unica possibilità concreta per salvargli la vita. A dicembre 2025 la famiglia riceve la chiamata che tutti i genitori in attesa di un organo desiderano: è stato trovato un cuore compatibile. Ma quella che doveva essere la svolta si è trasformata in un dramma.

Il cuore, prelevato da un donatore a Bolzano il 22 dicembre, era arrivato a Napoli con temperature estremamente basse, ben oltre i limiti previsti dai protocolli per il trasporto di organi, tanto da essere definito come “cuore bruciato”. 

Dopo il trapianto fallito, Domenico fu collegato all’Ecmo — un circolo extracorporeo che supplisce alla funzione cardiaca — ma la situazione clinica del piccolo si aggravò progressivamente.  Il 17 febbraio si era tornato a parlare di un possibile secondo cuore disponibile, ma gli specialisti incaricati di valutare la sua idoneità avevano escluso la possibilità di procedere con un nuovo trapianto, ritenendo le condizioni generali di Domenico incompatibili con un altro intervento.

Alle 9:20 del 21 febbraio il piccolo Domenico è morto.