Il suo cuore è interamente giallorosso, certificato attraverso le 102 presenze nel Benevento Calcio, impreziosite da una storica promozione in Serie B, ottenuta nel 2016. Alessandro Marotta non ha mai lasciato definitivamente Benevento, città con la quale ha un rapporto straordinario. “El Diablo”, che oggi continua a segnare gol in forza al Montemiletto, giovedì sarà presente al Vigorito nel big match col Catania, squadra in cui tra l'altro ha militato nella stagione 2018/2019: “Ci sarò senza alcun dubbio. Forza Benevento sempre”. Un esordio alla Marotta che ha sottolineato: “Vedo il Benevento favorito, ma non è un discorso relativo alla partita di giovedì, ma alla promozione diretta. In caso di vittoria, sicuramente darebbe una mazzata importante al Catania. Avere un possibile vantaggio di dieci punti, a otto giornate dalla fine, sarebbe molto importante. A meno che non svenga nel rush finale, credo che potrebbe essere tutto in discesa per il Benevento e rappresenterebbe una promozione meritata, anche perché dall'arrivo di Floro Flores ha avuto un cammino impressionante. Questa squadra diverte la gente, poi anche il fatto che la maggior parte degli attaccanti è in doppia cifra, fa capire molto”.
Ma la partita deve ancora giocarsi. Che squadra è il Catania?
“Molto forte, allenata bene da un allenatore esperto che conosce benissimo la categoria. I numeri parlano a suo favore, ma questo a volte non basta. Devo dire che il Catania è stato sfortunato nel corso della stagione, a causa di infortuni gravi come quelli di Cicerelli e Forte. Simili assenze fanno la differenza, soprattutto quella di Cicerelli che per la categoria è un calciatore di assoluto spessore. Il Benevento non deve perdere, anche il pareggio sarebbe un risultato importante perché manterrebbe il distacco invariato”.
Hai citato Floro Flores, ti ha sorpreso il suo impatto?
“A chi non ha sorpreso? Penso che gli addetti ai lavori abbiano intravisto già prima qualcosa in lui. Sicuramente il Benevento è una squadra molto forte per la categoria e credo che, con qualche innesto, sia pronta anche per la cadetteria. Onestamente, non mi aspettavo un impatto del genere, ma immaginavo che col il suo modo di fare potesse creare una sinergia importante con gli atleti. Anche lui è stato un calciatore, tra l'altro è molto giovane, quindi dal punto di vista del morale non poteva sbagliare. Si vede che è un carismatico, tra l'altro è napoletano e queste caratteristiche fanno parte di noi. Una volta che le sue idee sono venute fuori, allora il Benevento ha cominciato a carburare. Sta facendo benissimo, ha cambiato il gioco della squadra. Diverte e fa divertire”.
Quando sei tornato, nell'estate del 2024, è partito questo progetto triennale. Che situazione trovasti?
“L'organizzazione che contraddistingue il Benevento Calcio è rimasta intatta, ma c'era una squadra intasata da calciatori che volevano andare via. Era molto difficile lavorare, soprattutto per Andreoletti che per me è un grande allenatore. È stato un anno di rivoluzione, ma che ha portato a dei frutti positivi: oggi il Benevento è formato da elementi che hanno sposato il progetto e che vogliono rimanere a Benevento. Vigorito ci ha visto lungo quando parlò di progetto triennale”.
Cosa vorresti dire ai tifosi in un momento così importante della stagione?
“La cosa fondamentale è che il Benevento torni a fare la Serie B, categoria che reputo perfetta e consona per la città. Anche se la società è molto ambiziosa, so perfettamente che una volta tornati in Serie B vorrà subito fare il salto in Serie A. Che dire: è un privilegio avere una persona come Vigorito che dirige e vuole così bene a questa società. Ai tifosi dico di godersi il finale di campionato. La squadra merita il loro supporto”.