Un’emergenza sanitaria globale. Nel mondo più di un miliardo di persone convivono con l’obesità e la tendenza è destinata a crescere rapidamente. Le stime indicano che entro il 2035 oltre la metà della popolazione mondiale potrebbe vivere in condizioni di sovrappeso o obesità, una prospettiva che preoccupa sistemi sanitari e istituzioni internazionali.
I dati, aggiornati al 4 marzo 2026, emergono in occasione della Giornata mondiale dell’obesità, appuntamento annuale dedicato alla sensibilizzazione su una delle principali emergenze sanitarie globali.
Il fenomeno non riguarda solo gli adulti. Già nel 2025 sono stimati 543 milioni di bambini e adolescenti in sovrappeso o con obesità, numeri che confermano come il problema stia interessando sempre più le fasce giovani della popolazione.
Costi economici e impatto sulla salute
Le conseguenze dell’obesità non si limitano all’aspetto sanitario. Secondo le stime internazionali l’impatto economico globale potrebbe raggiungere nel 2030 i 3,23 trilioni di dollari. Una pressione enorme sui sistemi sanitari e sulle economie nazionali, dovuta ai costi di prevenzione, cura e gestione delle malattie correlate.
Sovrappeso e obesità sono inoltre associati a numerose malattie croniche non trasmissibili, tra cui patologie cardiovascolari, diabete e alcuni tumori. Ogni anno circa 1,7 milioni di decessi prematuri nel mondo sono attribuiti a queste condizioni.
La situazione in Italia
Anche l’Italia è coinvolta nella crescita del fenomeno. Secondo l’Italian Barometer Obesity Report 2025, basato su dati Istat e Istituto superiore di sanità, l’11,8% degli adulti italiani soffre di obesità, in aumento rispetto all’11,4% registrato nel 2022. La quota di persone in sovrappeso tra gli adulti raggiunge il 36,1%.
Particolarmente preoccupante è la situazione tra i più giovani. Circa il 19% dei bambini tra 8 e 9 anni è in sovrappeso e il 9,8% è obeso, dati che evidenziano la necessità di politiche di prevenzione sempre più incisive fin dall’infanzia.
Prevenzione, cura e lotta allo stigma
Il tema è stato al centro di un evento al Senato promosso dalla senatrice Daniela Sbrollini in collaborazione con l’Intergruppo parlamentare su obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili. Lo slogan scelto per l’edizione 2026 della Giornata mondiale è “8 Billion Reasons To Act on Obesity”, un invito a rafforzare la consapevolezza globale e a promuovere interventi concreti.
Nel suo messaggio per l’occasione il ministro della Salute Orazio Schillaci ha ricordato l’importanza del riconoscimento dell’obesità come malattia cronica e della sua inclusione nel Piano nazionale della cronicità, sottolineando la necessità di rafforzare prevenzione, accesso alle cure e contrasto allo stigma.
In questa direzione si inserisce anche la Carta di Erice 2026 sull’obesità, promossa dalla Società italiana dell’obesità insieme a venti organizzazioni scientifiche e rappresentanti dei pazienti. L’obiettivo è garantire accesso equo alle terapie disponibili, incluse quelle farmacologiche e chirurgiche, e assicurare una presa in carico omogenea delle persone con obesità su tutto il territorio nazionale.