La sua posizione era stata stralciata per irreperibilità, oggi è arrivata la prescrizione. L'ha dichiarata il gup Maria Amoruso per Abdellah Samiri (avvocato Sergio Rando), 61 anni, origini marocchine, una delle quindici persone - intermediari e titolari di aziende agricole, residenti tra Casalduni, Fragneto l'Abate, Apice, Santa Croce del Sannio e Ascoli Piceno – coinvolte, a vario titolo, in un'inchiesta del pm Marcella Pizzillo e della Digos su un giro di cittadini stranieri – 21 quelli indicati come parti offese, con altri 12 non rintracciati – che sarebbero stati fatti entrare illegalmente in Italia con la prospettiva di un lavoro per il quale avrebbero sborsato migliaia di euro.
Denaro che sarebbe finito in gran parte nelle tasche di chi avrebbe organizzato gli arrivi con la promessa di un'assunzione che non si sarebbe mai concretizzata o, in alcuni casi, durata solo alcuni giorni.
Una inchiesta già scandita da tre condanne, assoluzioni e prescrizioni, avviata nel 2008 e supportata dalle intercettazioni telefoniche, dall’acquisizione di documenti e dall’escussione dei datori di lavoro. A questi ultimi sarebbero stati consegnati i moduli, già compilati, per le proposte di contratto di lavoro che avrebbero sottoscritto e presentato in prefettura. In questo modo sarebbe stato possibile ottenere il nulla osta all'ingresso in Italia. Secondo la ricostruzione operata all'epoca dagli inquirenti, sarebbero state decine le vittime che nella nostra provincia avrebbero dato tra i 3500 e i 7mila euro «a connazionali già presenti in Italia per ottenere di entrare» nel Belpaese «attraverso lo svolgimento di un lavoro stagionale fittizio». Tutto ciò avrebbe avuto come conseguenza la condizione di clandestinità nella quale sarebbero automaticamente finiti quanti avrebbero tirato fuori i soldi.