"Delusione e tanta rabbia, in una bella giornata di sole, tra le tante persone, molti anziani ma anche famigliole con bambini in tenera età, che, già dalla prima mattinata, si sono recate al parco Mascagna per poter usufruire dell'unico polmone di verde pubblico attrezzato della zona, trovando l'amara sorpresa dei cancelli sbarrati, la qual cosa ha reso impossibile l'accesso.
Su un pezzo di cartone anonimo collocato sull'ingresso di via Pacio Bernini era riportato l'avviso: "4/3/2026 parco chiuso per manutenzione verde".
Il tutto senza neppure un rigo di scuse per il disagio, dopo che i cancelli del parco comunale erano rimasti sbarrati già il 18 febbraio scorso per lo spesso problema. Un vero e proprio fulmine a ciel sereno, peraltro n, anche in questo caso, non preceduto da alcun annuncio al riguardo ".
A diffondere l'ennesima puntata dell'eterna telenovela che, negli ultimi anni, sta caratterizzando la vita dell'unico polmone di verde pubblico attrezzato posto a confine tra i quartieri del Vomero e dell'Arenella, è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della Circoscrizione Vomero, il quale ha condotto una vera e propria battaglia, insieme ai residenti, con petizioni, sit-in e comunicati stampa per denunciare i ritardi nell'esecuzione dei recenti lavori di riqualificazione.
Al riguardo, lo stesso Capodanno ha anche lanciato, sulla piattaforma change org, una petizione con la richiesta delle dimissioni dell’assessore al verde del Comune di Napoli, Vincenzo Santagada, petizione che ha toccato il traguardo di 849 sottoscrizioni.
Ma come è possibile si chiedono in molti che il parco debba essere oggetto di continui lavori di manutenzione del verde, dopo che è rimasto chiuso per ben 512 giorni durante i quali si pensava che fossero stati eseguiti tutti i lavori necessari anche per la messa in sicurezza delle alberature presenti?
"Il parco - ricorda nell'occasione Capodanno - , che ha un'estensione di poco più di un ettaro, dopo numerose polemiche, sfociate anche in manifestazioni che videro la partecipazione di tanti cittadini, era stato riaperto il 1° febbraio dell'anno scorso, dopo lunghi lavori di riqualificazione con un impegno economico di circa 600mila euro. Da allora però non sono cessate le polemiche anche in relazione alla qualità dei lavori eseguiti, Criticate, tra l'altro, le modalità di collocazione delle giostrine, con la pavimentazione in terra battuta, laddove l'area d'impatto doveva essere realizzata in materiale antitrauma di assorbimento d'urto. Infine la scarsa manutenzione ha comportato che, in molte zone, le aiuole sono di nuove brulle.
Quest'ennesima chiusura, la seconda nell'arco di quindici giorni - afferma Capodanno -, riapre le tante polemiche sollevate nel corso dei lunghi lavori di riqualificazione, dal momento che sono rimaste senza risposte alcune questioni sulle quali chiediamo da tempo di fare chiarezza, anche attraverso indagini da promuovere sia da parte della magistratura inquirente che di quella contabile".