Le donne in guerra tra “Silenzi. Resistenze. Speranze”. E' la riflessione in forma di spettacolo andata in scena stamattina per gli studenti (stasera aperta a tutti) per l'11esima edizione Voci di donne, al Teatro Comunale di Benevento, ideata e su progetto coreografico di Carmen Castiello. L'arte: tra danza, musica e parole per raccontare il viaggio della donna alla vigilia dell'8 marzo: un percorso artistico e civile.
Un racconto tra danza, musica e parole
Lo spettacolo nasce da un’idea e da un progetto coreografico di Carmen Castiello, direttrice artistica dell’iniziativa, che definisce l’evento «un momento di ascolto autentico in un tempo spesso segnato dalla superficialità».
Attraverso il linguaggio della teatro-danza, la scena diventa spazio di racconto e di testimonianza. Il corpo dei danzatori, la musica e la parola si intrecciano per dare forma alle emozioni e alle storie delle donne nei contesti di guerra: donne spesso invisibili, ma fondamentali nei processi di resistenza e ricostruzione.
«Il senso è quello di far capire, attraverso il linguaggio del corpo, delle parole e della musica, qual è il ruolo delle donne nella guerra», spiega Castiello. «Un ruolo spesso invisibile: donne che devono partorire durante i conflitti, che curano i feriti, che si occupano del lutto e della mancanza».
Proprio per questo lo spettacolo è strutturato in diversi quadri scenici che affrontano temi come la perdita, la cura, la memoria e la resilienza, con un linguaggio artistico diretto e comprensibile anche ai più giovani.
L’intervento della reporter Laura Silvia Battaglia
Ad aprire la manifestazione la reporter di guerra Laura Silvia Battaglia, giornalista pluripremiata e voce di Radio3, che ha portato sul palco testimonianze e immagini tratte dal suo lavoro nei teatri di guerra.
Da anni impegnata soprattutto in Yemen e Iraq, dove ha vissuto e lavorato a lungo, Battaglia ha raccontato temi cruciali come migrazione, terrorismo, traffico di esseri umani e diritti delle minoranze etniche, religiose e di genere.
Durante l’incontro la giornalista ha ricordato il contributo delle donne alla libera informazione e il sacrificio di molte reporter che hanno perso la vita negli ultimi decenni.
«Ai ragazzi non racconterò il dolore – ha spiegato – ma come si può rinascere da esso, come si può ricostruire la pace trasformando una ferita in qualcosa che possa far tornare la primavera».
L'evento si è svolto anche nel ricordo di Ilaria Alpi, simbolo del giornalismo d’inchiesta e dell’impegno civile, la cui vicenda rappresenta ancora oggi una pagina complessa nella storia della libertà di stampa.
I cinque quadri dello spettacolo
Dopo l’intervento della reporter, lo spettacolo ha declinato cinque quadri scenici, ognuno dedicato a un aspetto dell’esperienza femminile nei contesti di conflitto.
Il primo, “Lettere mai arrivate”, rappresenta tutto ciò che non è stato detto e che è rimasto sospeso nel tempo, evocando la distanza e la perdita.
Poi “Donne combattenti”, dedicato a quelle figure coraggiose che hanno affrontato guerre, ingiustizie e discriminazioni per difendere la libertà, non solo fisica ma anche sociale.
Il terzo quadro, “La cura e la pietà”, racconta il tempo donato agli altri, il gesto quotidiano di prendersi cura che diventa riconoscimento della fragilità umana.
Con “Il lutto” lo spettacolo entra invece nel territorio del dolore e della memoria, in un viaggio interiore che attraversa silenzio e perdita.
L’ultimo quadro è dedicato proprio a Ilaria Alpi, simbolo di ricerca della verità e impegno civile, ricordata come esempio di coraggio e responsabilità nel giornalismo.
Un progetto corale tra arte e territorio
Alla realizzazione dello spettacolo partecipano numerosi artisti e istituzioni del territorio. Il progetto musicale è curato da Debora Capitanio, direttore dell’orchestra del Liceo Musicale “G. Guacci” di Benevento, mentre la parte vocale è affidata alla cantante Maria Nilo. Le coreografie sono firmate da Francesca Grimieri, Maria Chiara Tedesco e Ilaria Mandato. I testi di Linda Ocone, che cura anche la regia dello spettacolo, saranno interpretati dall’attore Nicola Nicchi. Sul palcopresenti anche le allieve del Teatro Libertà, diretto artisticamente da Odette Marucci e Hasan Awad, insieme alle allieve del Centro Studi Danza Castiello.