"I proiettili sono stati sparati da un'unica arma: la pistola Colt calibro 357 magnum sequestrata a Massaro". E' la conclusione alla quale è giunto il dottore Daniele D'Ercole, che ha curato la perizia disposta dalla Corte di assise di Napoli nel processo di 'appello bis' a carico di Giuseppe Massaro (avvocati Angelo Leone e Mario Palmieri), 60 anni, di Sant'Agata dei Goti, e Generoso Nasta (avvocati Orlando Sgambati ed Angelo Raucci), 35 anni, di San Felice a Cancello, imputati dell'omicidio di Giuseppe Matarazzo, il 45enne pastore, di Frasso Telesino, che la sera del 19 luglio 2018 era stato ucciso dinanzi alla sua abitazione alla contrada Selva.
Massaro è accusato di aver fornito la pistola, detenuta legalmente, – era stata ritrovata dopo un mese dai carabinieri nella cassaforte di casa - e la Croma che avrebbe guidato Nasta. Entrambi erano stati condannati all'ergastolo dalla Corte di assise di Benevento il 6 ottobre 2021, con una sentenza che la Corte di assise di appello il 14 marzo 2023 aveva ribaltato, assolvendoli per non aver commesso il fatto. Una pronuncia che la Cassazione, nel maggio 2024, aveva annullato, disponendo un ulteriore giudizio di secondo grado.
Si tornerà in aula il 19 marzo, quando sarà ascoltata la teste che aveva riconosciuto, perchè aveva rischiato di finire contro il cancello della sua abitazione, la Croma e colui che la conduceva. Dichiarazioni fortemente contrastate dalle difese anche alla luce di un problema oculare che affliggerebbe la donna.
I familiari di Matarazzo, parti civili, sono assistiti dall'avvocato Antonio Leone, per la mamma l'avvocato Tullio Tartaglia.