Salerno

Dall’investimento corposo per Lescano, ai centimetri di Molina, fino ad arrivare alle qualità di Ferrari, Achik, Ferraris, Antonucci. Senza dimenticare Inglese, capitano che ha svestito la fascia per i problemi alla schiena e che confida di essere l’arma in più per il finale di stagione. La Salernitana ha imparato la filastrocca dell’attacco a memoria. Nomi di caratura, bocche di fuoco sufficienti per sognare l’assalto alla B diretta. Ed invece, nel 2026 dei brividi e rimpianti, la Bersagliera si ritrova clamorosamente ad incassare numeri tutt’altro che da panzer della serie C. Uno dei punti di forza della squadra granata si è clamorosamente rovesciato in uno degli aspetti da migliorare con Cosmi.

Digiuno più lungo d’Italia

Zero gol con Monopoli, Catania e Casertana. Per trovare l’ultima zampata bisogna addirittura risalire al derby amaro con la Cavese, con la testata vincente di Lescano prima del pari di Minaj. Da allora 326 minuti passati a far fatica nel creare occasioni, con le conclusioni in porta registrate verso i pali avversari che si contano sulle dita di una mano. Un rendimento horror che annovera la Salernitana al primo posto per digiuno più lungo. Attualmente in serie A c’è la Lazio di Lotito ad avere le polveri bagnate con 313’ senza gol in campionato (con le due reti in Coppa Italia con l’Atalanta che non vengono conteggiate). In B l’Avellino è a 241’ mentre nel girone A c’è il Lecco a 309’ e nel B il “primato” è della Sambenedettese a quota 303’.