Salerno

Era finito sul banco di un mercatino dell'antiquariato in Umbria un antico documento del 1500 relativo all'attività notarile nella città di Amalfi. Un autentico tesoro che è stato recuperato dai carabinieri del nucleo Tutela Patrimonio Culturale e consegnato all'Archivio di Stato di Salerno. Il manoscritto, secondo gli accertamenti effettuati, risalirebbe ad un periodo compreso tra tra il XVI ed il XVII secolo. Lo scorso 3 febbraio è stato individuato su di un banco ambulante del mercato mensile dell’antiquariato di Campello sul Clitunno, (Perugia), i cui proprietari, sottoposti ad indagini, si presumono innocenti.

Il documento è stato riconosciuto, a seguito degli accertamenti svolti dai militari specializzati del nucleo Tutela Patrimonio Culturale insieme a personale della Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Umbria, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Spoleto. Apparterrebbe all’Archivio di Stato di Salerno, dal quale sarebbe stato asportato in epoca imprecisata. Le verifiche hanno consentito di ricondurre con certezza il manoscritto al fondo archivistico “Protocollo Notarili – I versamento – Distretto di Salerno”, contenente i registri dei protocolli dei notai roganti sulla piazza di Amalfi.

In particolare, il manoscritto recuperato comprende l’elenco dei protocolli del notaio Giovanni Ferdinando de Rosa di Amalfi, relativi agli anni 1566-1597, documentazione di rilevante interesse storico e giuridico, testimonianza dell’attività notarile e della vita economico-sociale del territorio amalfitano in età moderna.

Il rinvenimento è avvenuto nell’ambito dei costanti controlli che il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale svolge con competenza esclusiva su tutto il territorio nazionale, finalizzati alla verifica dell’autenticità e della lecita provenienza dei beni posti in vendita nei mercati antiquariali e nelle fiere di settore. Anche in questo caso, l’attività investigativa ha permesso di intercettare un bene culturale di straordinaria importanza prima che potesse essere definitivamente disperso.

La restituzione del manoscritto all’Archivio di Stato di Salerno rappresenta un ulteriore significativo risultato dell’azione di tutela e salvaguardia del patrimonio culturale svolta dall’Arma dei Carabinieri, a presidio della memoria storica e dell’identità culturale del Paese.