Eliminato il nuovo capo militare vicino alla Guida Suprema. È stato ucciso in un attacco israeliano Abu-al-Qasem Baba’iyan, il nuovo segretario militare della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei. Lo ha annunciato il ministro della Difesa di Israele, Israel Katz, durante una valutazione operativa con i vertici delle Forze di difesa israeliane (IDF). Secondo quanto riferito dal suo ufficio, Baba’iyan era stato nominato solo pochi giorni fa per guidare l’ufficio militare del leader supremo, incarico rimasto vacante dopo l’uccisione del suo predecessore nel primo attacco israeliano contro le strutture militari iraniane. La nuova eliminazione segnerebbe quindi un secondo colpo diretto al vertice militare che affianca la leadership religiosa della Repubblica islamica dell’Iran, in una fase di escalation del conflitto con Israele e con il coinvolgimento degli Stati Uniti.
Raid su Teheran e obiettivi militari colpiti
Le operazioni militari sono proseguite nelle ultime ore con nuove ondate di attacchi aerei su Teheran. Le esplosioni sono state segnalate soprattutto nelle zone nord e nord-orientali della capitale. Le IDF hanno dichiarato di aver distrutto il quartier generale spaziale e satellitare del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC). Secondo l’esercito israeliano, il complesso fungeva da centro di ricezione e controllo per il satellite Khayyam, lanciato dall’Iran nel 2022 e utilizzato per monitorare Israele e altri Paesi della regione. Nella stessa operazione sarebbero stati colpiti circa cinquanta bunker utilizzati per lo stoccaggio di munizioni, una base della milizia paramilitare Basij, il quartier generale delle forze di sicurezza interne iraniane e un complesso delle forze di terra dei Pasdaran.
Missili iraniani verso Tel Aviv
La risposta iraniana non si è fatta attendere. Le IDF hanno segnalato un nuovo lancio di missili balistici dall’Iran diretto verso Tel Aviv e il centro di Israele, con le sirene d’allarme attivate in diverse città. Nel frattempo il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che l’Iran sta attaccando esclusivamente basi e infrastrutture degli Stati Uniti, anche se situate nei territori dei Paesi vicini. Secondo il capo della diplomazia di Teheran, la guerra sarebbe stata «imposta» da Washington e Israele, mentre le operazioni iraniane costituirebbero atti legittimi di autodifesa. Araghchi ha inoltre affermato che prima di discutere un cessate il fuoco Stati Uniti e Israele dovrebbero spiegare «perché hanno dato inizio a questa aggressione».
La crisi regionale e le tensioni con Washington
La crisi militare si inserisce in un contesto di forte tensione internazionale. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che il futuro successore della Guida Suprema iraniana «non durerà a lungo» senza l’approvazione di Washington, lasciando intendere un ruolo diretto degli Stati Uniti negli equilibri politici iraniani. Nel frattempo, secondo fonti citate dal New York Times, il Dipartimento di Stato guidato da Marco Rubio avrebbe dichiarato uno stato di emergenza per autorizzare la vendita immediata a Israele di circa 20 mila bombe per un valore di 660 milioni di dollari, aggirando il passaggio al Congresso. Lo scenario regionale resta altamente instabile, con attacchi incrociati e il rischio di un allargamento del conflitto a tutta l’area del Medio Oriente.