Le parole di Montanari e la polemica. Si accende lo scontro politico tra il presidente del Senato, Ignazio La Russa, e il rettore dell’Università per Stranieri di Siena, Tomaso Montanari, dopo alcune dichiarazioni pronunciate durante un evento a Firenze dedicato al referendum sulla giustizia. Nel suo intervento, Montanari ha contrapposto i padri e le madri della Costituzione – tra cui Teresa Mattei, Piero Calamandrei, Giuseppe Dossetti, Giorgio La Pira, Umberto Terracini e Nilde Iotti – ad alcuni esponenti dell’attuale governo, tra cui Giorgia Meloni, Carlo Nordio, Ignazio La Russa e Francesco Lollobrigida. Nel passaggio più contestato, il rettore ha definito quei leader “banditi”, invitando gli elettori a votare “no” al referendum.

La Russa annuncia l’azione legale

La reazione del presidente del Senato è arrivata con toni molto duri. Attraverso il portavoce Emiliano Arrigo, è stato reso noto che La Russa ha dato mandato ai suoi legali di avviare un’azione civile nei confronti di Montanari. Il presidente del Senato ha accusato il rettore di aver pronunciato un insulto che «esula da qualsiasi argomentazione politica» e ha definito ultimativo l’invito a scusarsi. Nel suo intervento pubblico, La Russa ha dichiarato di non aver mai dato peso in passato alle parole del professore, ma di ritenere l’uso dell’espressione “bandito” un attacco personale non accettabile per chi ricopre un ruolo istituzionale.

Le richieste di dimissioni dal centrodestra

Alla polemica si sono aggiunti diversi esponenti della maggioranza. Francesco Michelotti, deputato di Fratelli d’Italia e coordinatore regionale del partito in Toscana, ha chiesto le dimissioni del rettore. Secondo l’esponente di FdI, le parole di Montanari rappresenterebbero un comportamento incompatibile con il ruolo accademico che ricopre alla guida dell’ateneo senese. Altri parlamentari della maggioranza hanno parlato di attacchi offensivi contro le istituzioni dello Stato.

La replica del rettore

Lontano da ogni passo indietro, Montanari ha replicato con un lungo messaggio pubblicato sui social. Nel post, il rettore ha accusato la destra di reagire con nervosismo alla campagna referendaria. Secondo il professore, la polemica sarebbe legata alla competizione politica sul referendum sulla giustizia. Nel messaggio ha inoltre difeso il significato delle sue parole, sostenendo che il termine “banditi” fosse riferito alla tradizione antifascista della Costituzione italiana, che ha escluso il fascismo dalla vita politica repubblicana. Montanari ha anche criticato la scelta del presidente del Senato di minacciare un’azione legale, definendola un segnale preoccupante nel contesto del dibattito politico.

Il clima attorno al referendum

Lo scontro si inserisce in un clima politico particolarmente acceso attorno al referendum sulla giustizia e alle riforme promosse dal governo. Negli ultimi giorni il tema ha provocato tensioni tra maggioranza e opposizione, con interventi di diversi esponenti politici e istituzionali. La vicenda tra La Russa e Montanari rappresenta uno degli episodi più duri di questo confronto, destinato probabilmente a proseguire anche nelle sedi giudiziarie.