Non si placa la tempesta sulla gestione del ciclo integrato dei rifiuti in Irpinia. Dopo le recenti frizioni sul ruolo dell’Ato e il futuro di Irpiniambiente, interviene con fermezza Nunzio Marotta, segretario provinciale dell'Ugl Avellino, denunciando un sistema che sembra scivolare verso l'anarchia amministrativa.
L'anarchia dei Comuni
Secondo il segretario Marotta, il nodo della questione risiede nella mancata applicazione delle leggi regionali che dovrebbero garantire un sistema unico e provinciale. "In Italia assistiamo a un paradosso inaccettabile: si legifera, si stabiliscono percorsi di riorganizzazione, ma poi i singoli sindaci decidono di agire in totale autonomia, avviando gare frammentate che di fatto ingolfano il sistema", attacca Marotta.
Il riferimento è chiaro: molti comuni dell’ambito continuano a perseguire strade indipendenti per l’affidamento del servizio a ditte private, ignorando il percorso di "provincializzazione" e il ruolo della società pubblica in house. "Queste spinte individualistiche - prosegue il segretario Ugl - non solo creano confusione normativa, ma mettono a rischio la stabilità occupazionale e le economie di scala che un servizio unitario garantirebbe ai cittadini".
L’Assenza della Regione Campania
L’accusa di Marotta si sposta poi ai piani alti di Palazzo Santa Lucia. Se i comuni non rispettano le regole, chi dovrebbe farle rispettare?
"La Regione Campania non può limitarsi a legiferare per poi lavarsi le mani come un moderno Ponzio Pilato», denuncia duramente Marotta. «È inaccettabile che l’Ente regionale non intervenga con poteri sostitutivi o con azioni decise per far rispettare ciò che essa stessa ha stabilito. Legiferare senza vigilare sull'applicazione delle norme significa condannare il territorio all'inefficienza".
Un appello alla responsabilità
Per l'Ugl, il rischio è che questo "caos delle gare" porti a un aumento dei costi per l'utenza e a un frazionamento dei servizi che penalizzerebbe la qualità e la sicurezza del lavoro.
"Chiediamo un intervento immediato degli organi competenti e della Prefettura. Bisogna fermare questa deriva prima che il sistema collassi definitivamente. La legge deve essere uguale per tutti i comuni, senza eccezioni o fughe in avanti che servono solo a generare incertezza".