Irpinia, una terra da copertina, come quella che ieri è apparsa sul quotidiano La Repubblica. Un patrimonio mai sfruttato a dovere. Capiamo perché.
Una provincia ricca di risorse: i paesaggi suggestivi, le energie rinnovabili, i fiumi e i laghi che rappresentano uno dei cinque bacini idrici più vasti d’Europa, i borghi da favola sospesi nel tempo, l’enogastronomia d’eccellenza, le tradizioni che ogni paesino racchiude nelle rughe dei suoi abitanti più anziani e nelle struttura sopravvissute a una ricostruzione selvaggia. Ricostruzione figlia di una politica fatta da protagonisti, alcuni ricoprono ancora ruoli di primo piano nonostante la veneranda età, che hanno recitato il ruolo dei vampiri, succhiando via ogni speranza, affogandola nel cemento di un’urbanizzazione che non ha tenuto conto di storia e natura del territorio, ma solo dei fondi che arrivavano a pioggia e delle maglie di un sistema clientelare che ha deturpato per sempre un territorio straordinario. Chiusi i rubinetti, è caduta le foglia di fico, rivelando le vergogne di una terra che ha vissuto da cicala, dimenticandosi del futuro che oggi ha il volto di tutti quei ragazzi figli e figliocci di nessuno costretti ad andare via per sbancare il lunario.
(Continua su OttopagineNew. Scaricala gratis per Apple e Android. Per la foto si ringrazia la pagina Facebook Info Irpinia)
Andrea Fantucchio