Avevano trasformato il furto di farmaci oncologici salvavita in un'attività criminale organizzata e capillare, colpendo farmacie ospedaliere da Nord a Sud del Paese.
Dieci le misure cautelari nell’inchiesta condotta da carabinieri e Procura di Napoli. Sgominata la banda che – tra il 2024 e il 2025 – ha assaltato le farmacie ospedaliere, tra cui quelle del Policlinico Federico II e la sede del Distretto dell’Asl Napoli 1 Centro, come si vede nelle immagini di videosorveglianza che hanno consentito di individuare i presunti autori.
I provvedimenti sono scattati tra Napoli, Catania e Melito. In almeno tre dei furti ricostruiti, figura come basista una guardia giurata in servizio presso una delle società appaltatrici della vigilanza.
L'operazione
Le indagini, coordinate dalla VII Sezione Sicurezza Urbana della Procura di Napoli – con il sostituto procuratore Maurizio De Marco titolare del fascicolo – si sono sviluppate dal maggio 2024 all'aprile 2025. Il punto di partenza è stata l'analisi dei sistemi di videosorveglianza delle strutture colpite, cui sono seguite intercettazioni telefoniche e ambientali, perquisizioni e sequestri.
Tre degli indagati si trovano attualmente in carcere, tre ai domiciliari con braccialetto elettronico, quattro con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Risultano inoltre indagati a piede libero ulteriori ricettatori.
Il modus operandi
La base operativa del gruppo era a Napoli, ma i colpi venivano messi a segno sull'intero territorio nazionale, con l'unico obiettivo delle farmacie ospedaliere: le sole strutture autorizzate a detenere farmaci antitumorali salvavita. Il gruppo, retto da due figure con ruolo organizzativo, si avvaleva a rotazione di complici diversi per ogni azione, rendendo più difficile l'individuazione da parte degli inquirenti.
Il metodo era rodato e preciso: sopralluoghi preventivi, auto a noleggio, utenze telefoniche dedicate e, in alcuni casi, l'oscuramento delle telecamere di sorveglianza o l'abbattimento di porte. Il gruppo poteva inoltre contare su informazioni riservate, tra cui i tempi di approvvigionamento dei farmaci all'interno delle strutture prese di mira. In almeno tre dei furti ricostruiti, figura come basista una guardia giurata in servizio presso una delle società appaltatrici della vigilanza.
I furti accertati
Gli investigatori hanno ricostruito cinque episodi. Quattro hanno colpito il Policlinico universitario Federico II di Napoli: il 31 maggio, il 18 agosto, il 2 settembre e il 10 dicembre 2024, per un danno complessivo stimato in circa 3,5 milioni di euro a carico del Servizio sanitario nazionale. Un quinto furto è stato commesso il 28 aprile 2024 presso la sede del Distretto n. 30 dell'ASL Napoli 1 Centro, con farmaci sottratti per un valore superiore al milione di euro.
Il rischio per i pazienti
All'efficienza dimostrata nella fase esecutiva non corrispondeva, tuttavia, alcuna attenzione nella gestione della merce rubata. La catena del freddo, indispensabile per la conservazione dei principi farmacologicamente attivi, non veniva rispettata, rendendo i medicinali potenzialmente pericolosi per chiunque li avesse assunti. Tra i farmaci ricettati ne risultano inoltre alcuni contraffatti, adulterati o in cattivo stato di conservazione, circostanza che ha aggravato ulteriormente il quadro accusatorio nei confronti dei responsabili della ricettazione.
Le accuse contestate agli indagati sono furto pluriaggravato e ricettazione.