Trent’anni di attesa, denunce e paura per la salute stanno per giungere al termine, forse. La Regione Campania ha ufficialmente stanziato 8,9 milioni di euro per la bonifica definitiva del sito Agrimonda, situato tra i comuni di Mariglianella e Marigliano. L’intervento, inserito nel bilancio di previsione 2026-2028, punta a risanare una delle ferite ambientali più profonde del territorio nolano.
La svolta politica: "Un atto di giustizia"
L’annuncio arriva dall’assessora all’Ambiente della Regione Campania, Claudia Pecoraro, che ha sottolineato la valenza simbolica e pratica dell'operazione. "Questo stanziamento rappresenta una scelta politica chiara: risolvere emergenze rimaste irrisolte per troppo tempo", ha dichiarato l'assessora. Il provvedimento è frutto di un lavoro trasversale che ha visto l'impegno costante del consigliere Gennaro Saiello, ringraziato pubblicamente da Pecoraro per aver mantenuto alta l'attenzione sul caso anche dai banchi dell'opposizione. "Ogni intervento di risanamento è prima di tutto un atto di giustizia ambientale e un impegno verso le nuove generazioni", ha concluso l'esponente della giunta.
Trent'anni di veleni: la cronistoria del disastro
La vicenda Agrimonda inizia la sera del 18 luglio 1995, quando un incendio doloso distrusse il deposito di fitofarmaci e pesticidi. Quella notte si sprigionò una nube tossica carica di arsenico, solventi clorurati e sostanze chimiche altamente pericolose, che si depositarono sui suoli agricoli e penetrarono nelle falde acquifere dell'area nolana. Per tre decenni, il sito è rimasto una "bomba ecologica" a cielo aperto. Gli unici interventi effettuati sono stati di natura provvisoria: la copertura dei cumuli di rifiuti tossici con teloni di plastica, ormai logori, per limitare la dispersione delle polveri.
L’impatto sulla salute e la lotta dei cittadini
Il prezzo più alto di questo ritardo è stato pagato dalla comunità locale. Il comitato dei cittadini, guidato da Ciro Tufano, denuncia da anni un’incidenza anomala di patologie oncologiche tra i residenti. L'altissimo inquinamento del suolo ha reso necessari screening sanitari costanti, trasformando la zona in un simbolo della lotta contro i crimini ambientali, spesso paragonato per gravità ai siti più critici della "Terra dei Fuochi" (In questa puntata de La Linea il Reportage sul disastro Agrimonda)
Cosa succede ora?
Con lo stanziamento di quasi 9 milioni di euro, si apre la fase operativa per la rimozione totale dei detriti contaminati e la successiva bonifica del suolo. L'obiettivo è restituire sicurezza a un'area che per troppo tempo è stata considerata un "ecomostro" imbattibile, trasformando finalmente il diritto alla salute in una realtà concreta per migliaia di cittadini.