Benevento

Sessantanove anni, di Melito, un centro della provincia di Napoli: è il destinatario del fermo emesso dalla Procura guidata da Gianfranco Scarfò - in particolare, dal sostituto Chiara Marcaccio - nell'inchiesta dei carabinieri sul maxi furto di farmaci oncologii e salvavita, del valore di oltre 280mila euro, compiuto il 3 gennaio 2023 nella farmacia territoriale dell'Asl all'interno dell'ospedale di Sant'Agata dei Goti.

L'uomo, ora in carcere, è ritenuto uno dei presunti componenti della 'batteria' composta dalle quattro persone che nel corso della notte, dopo aver divelto la grata di ferro posta a protezione della finestra esterna dello stabile, ed aver forzato l’infisso del bagno, si erano introdotte nella struttura ed avevano portato via da tre frigoriferi tutti i i farmaci destinati ai pazienti oncologici e affetti da malattie rare.

Una vergogna incommentabile finita al centro dell'attività investigativa dei carabinieri e della Procura, supportata anche dal coordinamento con l'ufficio inquirente di Reggio Calabria: un lavoro corroborato dalle intercettazioni telefonicjhe che avrebbe consentito “di accertare la sussistenza di un gruppo di soggetti dedito a furti sistematici di medicinali ad alto costo presso farmacie ospedaliere in diverse regioni d’Italia, infliggendo danni di notevolissima entità al Servizio Sanitario Nazionale”. Come testimonia il blitz eseguito ieri a Napoli. .

Ricostruito il modus operandi: dopo i sopralluoghi nercessari a studiare i sistemi di difesa delle farmacie, i malviventi, come nel caso diS.Agata dei Goti, neutralizzavano le telecamere con scatole di cartone, schermavano i sensori di allarme con vaschette di alluminio e recidevano i cavi delle linee telefoniche prima di forzare gli ingressi con piedi di porco e strumenti di effrazione. Per le comunicazioni operative utilizzati i cosiddetti "telefoni citofono", intestati a prestanome.