Il terremoto più potente della storia del Giappone. Alle 14:46 dell’11 marzo 2011 un violentissimo terremoto di magnitudo 9.1 colpì la regione di Tohoku, nel nord-est del Giappone. L’epicentro fu localizzato nell’oceano Pacifico, a circa 130 chilometri dalla costa. Il sisma, generato dal movimento della placca pacifica sotto quella nordamericana, fu il più potente mai registrato nel Paese e il quarto più forte al mondo dal 1900. La scossa fu avvertita in gran parte dell’arcipelago e provocò oscillazioni prolungate anche nella capitale Tokyo. Ma la conseguenza più devastante arrivò pochi minuti dopo, quando dal Pacifico si sollevò un gigantesco tsunami che travolse la costa nord-orientale.
Lo tsunami che devastò la costa
Le onde, in alcuni punti alte fino a 40 metri secondo le stime ufficiali, si abbatterono con enorme forza su città e villaggi costieri. Intere aree delle prefetture di Miyagi, Iwate e Fukushima furono sommerse dall’acqua. Lo tsunami penetrò per chilometri nell’entroterra distruggendo abitazioni, infrastrutture e porti. Automobili, case e imbarcazioni vennero trascinate via dalla massa d’acqua e detriti. Il bilancio finale fu drammatico: circa 20.000 persone morirono o risultarono disperse e centinaia di migliaia furono costrette ad abbandonare le proprie abitazioni. Le immagini delle città cancellate e delle navi trasportate dalle onde dentro i centri abitati fecero il giro del mondo, diventando uno dei simboli delle grandi catastrofi naturali del XXI secolo.
La crisi nucleare di Fukushima
Il disastro non si fermò alla distruzione provocata dal terremoto e dallo tsunami. L’onda gigantesca raggiunse anche la centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi, gestita dalla compagnia Tepco. L’acqua sommerse i sistemi elettrici e i generatori di emergenza, fondamentali per il raffreddamento dei reattori. Senza energia, gli impianti entrarono in crisi e nei giorni successivi si verificarono fusioni del nocciolo e esplosioni di idrogeno in diversi reattori. L’incidente venne classificato al livello massimo della scala internazionale degli eventi nucleari, lo stesso del disastro di Chernobyl del 1986. Migliaia di persone furono evacuate dalle aree circostanti e ampie zone restarono contaminate per anni.
Le conseguenze globali
Il terremoto e lo tsunami dell’11 marzo 2011 segnarono profondamente il Giappone, sia sul piano umano sia su quello economico e politico. La ricostruzione delle regioni colpite richiese investimenti enormi e anni di lavoro. L’incidente di Fukushima ebbe inoltre un impatto globale sul dibattito energetico. Diversi Paesi rivalutarono i programmi nucleari, rafforzarono le misure di sicurezza o decisero di ridurre il ricorso all’energia atomica. A distanza di anni, quella tragedia resta uno degli eventi più significativi della storia recente, capace di cambiare la percezione mondiale dei rischi naturali e tecnologici.