Benevento

Sono imputati di maltrattamenti ai danni di 72 cani, con l'aggravane della morte di due di essi. E' l'accusa – non l'unica- contestata a due uomini di Ariano Irpino, chiamati in causa da una indagine partita dopo un sopralluogo nell'agosto 2023 del Dipartimento di prevenzione veterinaria dell'Asl di Avellino e della polizia municipale arianese.

Difesi dall'avvocato Vincenzo Forgione, ai due vengono addebitate una serie di condotte come gestori di un allevamento di animali da affezione. Questa mattina, dopo quella pre-dibattimentale, conclusa con la fissazione del dibattimento, la prima udienza del processo, slittato però al 25 marzo, quando si saprà se esista o meno una incompatibilità del giudice Graziamaria Monaco.

 Nel mirino degli inquirenti sono finite le presunte “sevizie” alle quali sarebbero stata sottoposti i cani, custoditi in locali ritenuti inadeguati e abusivi, in pessime condizioni igieniche  e con un'alimentazione fatta solo di ftrattaglie e pezzi di pollo.

Attenzione puntata, inoltre, sulle caratteristiche dei box: in uno di essi, destinato a cinque cuccioli, era stata rivenuta la carcassa di un cane di 5 mesi morto per una polmonite, mentre in un altro c'era un boxer, in un precario stato di salute, che sarebbe deceduto a distanza di qualche giorno.

A carico degli imputati, inoltre, anche presunte violazioni di natura edilizia – la realizzazione, senza permessi, dell'immobile che ospitava i cani, il mancato rispetto dell'ordinanza con la qule il Comune aveva stabilito il trasferimento dei cani, la bonifica e la profilassi ambientale dei luoghi di custodia, e la detenzione, in un altro recinto, di dieci cinghiali selvatici.

Nel processo i è costituita parte civile con l'avvocato Ettore Marcarelli l'associazione Aps sos natura.