Due milioni di euro per arruolare nuovi agenti di polizia locale e dichiarare guerra ai roghi tossici. È questa la risposta del Ministero dell’Interno per blindare le province di Napoli e Caserta. L’annuncio è arrivato direttamente dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari, durante un vertice strategico tenutosi oggi a Villaricca con i sindaci dell'area nord. L'obiettivo è chiaro: potenziare il controllo del territorio con forze addestrate specificamente dalla Polizia Metropolitana, per fermare i reati ambientali che da decenni affliggono la cosiddetta Terra dei Fuochi.
Vigilanza e bonifiche: non basta pulire, serve custodire
Il piano finanziato dal Ministro Matteo Piantedosi non punta solo alla repressione, ma guarda alla tenuta del territorio nel lungo periodo. Oltre ai nuovi innesti, il Prefetto ha messo sul tavolo una questione spinosa: la gestione delle oltre 150 aree già bonificate dalla struttura commissariale del Generale Vadalà.Il rischio che i siti ripuliti tornino a essere discariche abusive è altissimo. Per questo, l'incontro - a cui hanno partecipato i vertici provinciali delle forze dell'ordine - è servito a spronare le amministrazioni comunali. I sindaci sono chiamati a diventare i custodi attivi di questi spazi ritrovati, sottraendoli al degrado e restituendoli alla cittadinanza.
La strategia del Governo e il nodo della sentenza Cedu
L'operazione si muove in stretto coordinamento con la Presidenza del Consiglio e il sottosegretario Alfredo Mantovano. Non si tratta solo di una questione di sicurezza locale, ma di rispondere agli obblighi internazionali, monitorando l'attuazione della sentenza Cedu (Corte Europea dei Diritti dell'Uomo) che ha sanzionato l'Italia per la gestione dei rifiuti in Campania.
"Abbiamo condiviso risultati lodevoli raggiunti grazie alla sinergia tra forze dell'ordine e magistratura", ha sottolineato il Prefetto di Bari, assicurando che i Comuni non saranno abbandonati a se stessi nella sorveglianza dei siti. Un nuovo tavolo tecnico in Prefettura servirà a definire i dettagli operativi per garantire che la rigenerazione urbana sia rapida e, soprattutto, irreversibile. Il destino di queste aree dipende ora dalla velocità con cui i Comuni riusciranno a integrare le nuove risorse e a trasformare zone un tempo "maledette" in spazi sicuri al servizio della comunità.