“Indossare la maglia della Salernitana è un orgoglio”. Nassim Mendil riavvolge il nastro e ricorda, nel corso di “Granatissimi” in onda su Ottochannel, messaggi chiari all’intero ambiente: “Quando io ho giocato per la squadra granata sapevo benissimo a cosa andavo incontro. Il cento per cento non basta ma bisogna andare oltre, spingersi oltre l’ostacolo. E la gente sa essere riconoscente, ricordando chi è passato da Salerno e ha lasciato il segno non solo per valori tecnici”.
“Sono mancati i big”
Per l’ex attaccante della Salernitana sono lampanti le difficoltà del reparto offensivo: “Si costruisce poco ma è anche una squadra che prova a mettere in campo le proprie idee, cercando i duelli sulle fasce. Al momento sta mancando in fase realizzativa ma ha anche per errori individuali. Sono venuti a mancare forse i top ed il mercato di gennaio è stato emblematico. In queste categorie servono i gol pesanti degli attaccanti. L'arrivo di Lescano è significativo: in serie C ha sempre fatto benissimo, si è affermato in quella categoria. Sta dando un contributo importante. Ora bisogna voltare pagina, cercare di chiudere al terzo posto. Domenica a Crotone non sarà facile, con le difficoltà per una difesa rimaneggiata”.
“Serve ritrovare energia”
Per Mendil, occorre scuotersi anche in vista del finale di stagione: “Chi gioca nella Salernitana non deve pensare che sta giocando in serie C ma rappresenta una tifoseria che due anni fa toccava i palcoscenici più importanti della serie A. Deve essere un trampolino per loro, un’occasione da sfruttare al massimo. Poi il giudizio è sempre del campo ma serve sentire il valore della maglia, ritrovando la categoria che compete alla Salernitana. Questione societarie? Quando ero calciatore non hanno mai influenzato perché il compito del calciatore è dare il massimo in campo. Anzi, credo siano solo alibi”.