di Paola Iandolo
"Con la conferma della condanna per l'assassinio di mio figlio non cambia molto, ma il messaggio che deve arrivare da questa sentenza è che nessun crimine resta impunito e che “giustizia” è stata fatta, anche se non è soddisfacente".A sostenerlo la madre di Roberto Bembo, il 21enne ucciso a Capodanno 2023 con sei fendenti in punti vitali al termine del processo di secondo grado che vede imputati Nico Iannuzzi condannato a sedici anni e otto mesi, LucaMaria e Daniele Sciarrillo per i quali la pena in Appello è stata ridotta a quattordici anni. Tra novanta giorni i motivi della sentenza. Solo dopo le difese degli imputati - rappresentate dagli avvocati Gaetano Aufiero e Stefano Vozella - potranno ricorrere in Cassazione.
"Nessuna sentenza potrà mai esserlo per me. Ma noi l’accettiamo". Ancora una volta la madre di Roberto Bembo, ucciso al culmine di un diverbio per questioni di viabilità nel parcheggio di un bar, lancia un messaggio ai giovani: "questa sentenza deve far capire a questi giovani che devono riflettere, devono essere calmi. Ho sempre detto ai miei figli: contate fino a dieci prima di reagire su qualsiasi cosa, anche su un’offesa verbale. Questo è quello che vogliamo far capire. Bisogna essere sempre riflessivi".