Preoccupazione per la tenuta democratica e difesa della Costituzione al centro dell’iniziativa “Il lavoro per il No”, promossa nella sede della CGIL a Napoli. A lanciare l’allarme è il segretario generale della Cgil Napoli e Campania Nicola Ricci, intervenuto nel corso dell’incontro dedicato al referendum sulla riforma della giustizia.
“Difendiamo la Costituzione”
Secondo Ricci, la mobilitazione sindacale nasce dalla convinzione che la cosiddetta “legge Nordio” non rappresenti una vera riforma del sistema giudiziario, ma un intervento che rischia di incidere sugli equilibri tra i poteri dello Stato.
Il dirigente sindacale ha sottolineato il ruolo di organismi come la Corte dei Conti e la magistratura quali elementi di equilibrio democratico, ricordando come in passato l’impegno del mondo del lavoro abbia contribuito a conquiste fondamentali come lo Statuto dei lavoratori e il Servizio sanitario nazionale.
"Dire No al referendum in questo momento storico e politico del nostro paese - ha detto l'ex Procuratore Nazionale Antimafia, Franco Roberti - è fondamentale, perché non diciamo No soltanto alla separazione delle carriere, come vorrebbero farci credere i fautori della riforma, noi diciamo No alla manomissione della Costituzione, alla trasformazione dello Stato di diritto da Stato di diritto democratico per la tutela dei cittadini a uno Stato di diritto del comando, a un'autocrazia che ci porta più verso l'est europeo, a paesi come l'Ungheria, la Polonia, piuttosto che come la Francia, la Germania a noi molto più vicini storicamente e culturalmente. Quindi è fondamentale difendere la Costituzione, perché difendere la Costituzione non è difendere i singoli articoli che riguardano la magistratura, ma soprattutto difendere la Costituzione è difendere lo Stato di diritto, quello che per 80 anni ci ha accompagnato, ci ha sostenuto e che dovrebbe essere molto più presente nella vita dei cittadini attraverso le riforme che da tanto tempo aspettiamo, a cominciare dagli interventi riformatori sul lavoro e sulla salute, che da troppo tempo attendono di essere realizzati".
"Questa - ha affermato Marta Agostini, sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Torre Annunziata - è una riforma che apparentemente viene mostrata come utile, necessaria per migliorare la qualità della giustizia e quindi per garantire una maggiore efficienza per i cittadini. In realtà è una truffa, perché si tratta di una riforma che va in sostanza ad incidere fortemente sull'equilibrio tra i poteri dello Stato, incidendo sul potere giudiziario e quindi sulla magistratura. Si va così ripercuotere negativamente su uno dei controlli che la Costituzione prevede sugli altri poteri. Il nostro è un sistema che si basa sulla separazione dei poteri. Il potere esecutivo con questa riforma vuole in qualche modo minare, indebolire uno degli altri poteri dello Stato, quello giudiziario, per poter avere mano libera per gestire il proprio potere
Gabrielli: “Il No riguarda tutti i cittadini”
Sulla stessa linea Maria Grazia Gabrielli, componente della segreteria confederale della Cgil, che ha evidenziato la portata costituzionale del referendum.
Per Gabrielli, la riforma inciderebbe su sette articoli della Carta senza un adeguato confronto parlamentare, intervenendo su aspetti delicati come la separazione delle carriere tra magistrati e pubblici ministeri e il principio della separazione dei poteri.
Secondo la dirigente sindacale, il rischio sarebbe quello di rendere il sistema giudiziario meno efficace ed efficiente, con possibili ricadute anche per lavoratrici e lavoratori.
La posizione del sindacato
L’iniziativa rientra nel percorso di mobilitazione della Cgil a sostegno del No al referendum, presentato come una battaglia per la tutela delle regole costituzionali e per la salvaguardia dell’equilibrio istituzionale.
Il sindacato ribadisce dunque la volontà di mantenere alta l’attenzione sul tema, coinvolgendo il mondo del lavoro e la società civile in vista della consultazione referendaria.