Processo sull'asta ex Pagliarone: rinviato ancora una volta l’esame del teste chiave, Livia Forte. La donna, dopo l'accompagnamento coattivo disposto dal tribunale di Avellino, per ascoltarla sull’asta del ristorante Ex Pagliarone, si è presentata in aula alle 14.45. Nonostante le fosse stato assegnato un avvocato d'ufficio, la donna ha scelto di essere sottoposta all'esame come teste indagato in procedimento connesso, in presenza dei suoi legali, Robeto Saccomanno e Alfonso Furgiuele, impegnati in altro procedimento.
Il tribunale ha accolto le istanze di legittimo impedimento presentate dai suoi legali e ha rinviato il processo al prossimo 8 maggio. Al centro del procedimento vi sono, tra gli altri imputati, l’ex sindaco di Monteforte Irpino Costantino Giordano, chiamato a rispondere insieme ad altri soggetti di estorsione aggravata, turbativa d’asta e reati collegati.
Le dichiarazioni rese da Forte, al pubblico ministero antimafia nel dicembre 2020 avevano costituito l’origine dell’inchiesta principale sulla vicenda dell’asta dell'ex Pagliarone, portando all’avvio delle indagini e all’iscrizione nel registro degli indagati di diversi soggetti coinvolti nel procedimento attuale. La pubblica accusa è rappresentata dal pm antimafia Vanacore che intende verificare la coerenza delle circostanze ricostruite alla luce del materiale investigativo acquisito. Le difese, tra cui quella di Giordano assistita dagli avvocati Francesco Ferrazzano e Gerardo Di Martino, hanno invece sollevato rilievi sulle modalità di acquisizione di alcune prove, comprese intercettazioni e conversazioni non originariamente presenti agli atti.