di Paola Iandolo
Il Tribunale di Avellino ha condannato l’Ospedale Don Gnocchi di Sant’Angelo dei Lombardi e l’ASL di Avellino al risarcimento di circa 300.000 euro in favore dei familiari di un paziente anziano deceduto a causa di una grave infezione nosocomiale contratta durante il ricovero. I fatti risalgono al 2014, quando l’uomo, ricoverato presso le strutture sanitarie Don Gnocchi-ASL, fu colpito da un’infezione da Clostridium difficile, batterio particolarmente pericoloso per i pazienti in età geriatrica e spesso associato a contesti ospedalieri in cui non sono adeguatamente garantite le misure di prevenzione delle infezioni. Le prime manifestazioni cliniche furono diarrea e febbre, sintomi che si aggravarono progressivamente fino a determinare un quadro di sepsi. Il rapido peggioramento delle condizioni cliniche condusse infine a una disfunzione multiorgano e al decesso del paziente.
Nel corso del giudizio sono state disposte due consulenze tecniche d’ufficio, entrambe convergenti nel riconoscere la responsabilità delle strutture sanitarie coinvolte. I consulenti nominati dal Tribunale hanno infatti evidenziato la carenza e l’inidoneità delle misure di asepsi e di prevenzione delle infezioni ospedaliere, riconducendo proprio a tali criticità la contrazione dell’infezione e il successivo decesso. All’esito del procedimento, il Tribunale di Avellino ha riconosciuto ai figli della vittima un risarcimento complessivo di circa 300.000 euro per la perdita del rapporto parentale. A dirlo sono gli avvocati dello Studio Associato Maior. Il caso è stato seguito dallo Studio rappresentato dagli avvocati Michele Francesco Sorrentino, Pierlorenzo Catalano e Filippo Castaldo, con il supporto del medico legale Dott. Marcello Lorello.