Benevento

Floro Flores è sempre restio ad anticipare i tempi. “Ci sono sette partite da giocare? Le vogliamo vincere tutte e sette”. Lungi dal pensare di poter fare calcoli: è in antitesi con i suoi principi. 

In realtà alla strega bastano 9 punti, in soldoni tre vittorie, o anche due vittorie e tre pareggi. Ma è un calcolo imperfetto, perchè andrebbe sempre aggiunto che la più diretta rivale, ovvero il Catania, per pareggiare almeno i conti dovrebbe vincerle tutte e 7. Ventuno punti contro nove, dite che non è un vantaggio rilevante? Potete anche pensarlo, ma evitate di farlo con Floro.

La squadra e il suo tecnico hanno trascorso una settimana serena, come piace a lui. Allenamenti intensi, solita concentrazione, nessuna concessione alla fantasia. “Se pensassimo che è già fatta, commetteremmo il più grave errore. Il Foggia vale più di quella magra classifica, è ferito, ha voglia di riscatto e noi dobbiamo rimanere coi piedi per terra finchè non avremo raggiunto il nostro obiettivo. La squadra mi segue, è intelligente e matura”.

Nessun timore insomma di sottovalutare l'avversario, ci mancherebbe. “Vale quanto il Catania, persino di più”, dice il tecnico giallorosso. Altro che sottovalutarlo. Sull'altra panchina ci sarà un suo vecchio compagno di squadra, l'ex giallorosso Michele Pazienza. Gli hanno tolto la parola questa settimana, satanelli in silenzio stampa. Stare in silenzio: il rimedio di tutti i guai del calcio. Mah...

Floro ha parole gentili per il sanseverese: “Come allenatore non lo conosco, come ragazzo è eccezionale”. Hanno giocato insieme mezzo campionato di serie A nell'Udinese, anno di grazia 2012. Domani saranno uno contro l'altro su due panchine agli antipodi del girone meridionale di serie C. “Ma il Foggia è squadra di buona caratura, sarebbe una follia pensare che non è all'altezza”. Parole che sferzano, che sono state il leit motiv della settimana. I giallorossi hanno recepito. Non si scherza: la missione è seria, bisogna battere il Foggia e puntare a chiudere i conti quanto più presto possibile.

Chi gioca? La struttura di base non cambia. Può esserci un interprete anziché un altro, ma non muterebbe nulla. E allora in difesa dovrebbe esserci Saio al fianco di Scognamillo, davanti Salvemini a fare a sportellate in area e dietro di lui Tumminello. Lamesta è recuperato e gioca nel suo ruolo, sull'altro versante ci sarà Della Morte, che è stato finora il miglior “clone” di Simonetti. Niente salti nel buio. Ci sono sette partite da vincere e un traguardo da tagliare il più presto possibile.