Le autorità francesi hanno smantellato una rete internazionale di traffico di migranti soprannominata “i falsi marinai”, attiva tra Libia, Siria ed Europa e basata su un sistema di falsificazione delle identità per far entrare irregolarmente migranti nel continente. Secondo quanto ricostruito dall’indagine, i trafficanti fornivano passaporti e documenti falsi ai migranti facendoli passare per membri dell’equipaggio di navi cargo. In questo modo riuscivano a superare i controlli portuali e a sbarcare in territorio europeo. Le imbarcazioni utilizzate erano soprattutto navi destinate al trasporto di bestiame dirette al porto di Sète, nel dipartimento francese dell’Hérault, nel sud della Francia.

Il sistema dei “finti equipaggi”

Per evitare sospetti durante i controlli, i migranti indossavano uniformi da marittimi e utilizzavano documenti falsificati per apparire come membri dell’equipaggio delle navi. Una volta arrivati a Sète, parte delle persone introdotte illegalmente nel Paese proseguiva il viaggio verso altri Stati europei, in particolare verso la Germania. Secondo la ricostruzione della stampa francese, negli ultimi due anni circa venti migranti sarebbero riusciti a entrare in Francia attraverso questo sistema. La maggior parte proveniva dalle coste di Siria, Libia e Algeria. Il costo del viaggio poteva arrivare fino a 22 mila euro a persona.

Il principale imputato

Le indagini, condotte dall’ufficio francese specializzato nel contrasto al traffico di migranti, hanno portato allo smantellamento della rete nel settembre scorso. Tra i principali imputati figura un cittadino siriano residente da circa dieci anni nella città portuale di Sète, comparso in questi giorni davanti alla Corte d’appello di Montpellier. Secondo gli investigatori l’uomo gestiva una carrozzeria nella città di Montpellier e avrebbe organizzato gli sbarchi dei migranti nel porto locale. In alcuni casi avrebbe anche finanziato le traversate per far arrivare lavoratori destinati a essere impiegati nella propria attività. Il pubblico ministero si è opposto alla sua scarcerazione e la corte dovrebbe pronunciarsi sulla richiesta il prossimo 17 marzo.

Arresti e sospetti su altri traffici

Nel corso dell’operazione sono stati arrestati altri presunti membri della rete nella città di Mulhouse, nell’est della Francia. Dalle intercettazioni telefoniche emergerebbe che i trafficanti utilizzavano il termine in codice “uccelli” per riferirsi ai migranti trasportati verso l’Europa. Gli investigatori sospettano inoltre che la stessa organizzazione possa essere coinvolta anche in traffici di droga. La nave cargo utilizzata nel sistema, denominata Anakin e battente bandiera del Togo, è stata inserita nella lista nera europea con il divieto di attracco nei porti dell’Unione europea.