Chiariamo che non si tratta di una discriminazione di genere, ma di una semplice osservazione su base scientifica. Per decenni si è pensato che le donne fossero troppo sensibili al dolore, rispetto agli uomini, magari a causa di una fragilità, di uno stato di ansia. Uno studio pubblicato dalla rivista scientifica “Science Immunology” apporta finalmente una spiegazione biologica a ciò che molti avevano intuito: il dolore delle donne è ben reale ed obbedisce ad un meccanismo distinto rispetto a quello degli uomini.
Le donne rappresentano il 60% - 70% dei pazienti che soffrono di dolori cronici. Esse sono più a rischio di soffrire anche dopo una semplice ferita, e necessitano, sempre rispetto agli uomini, di dosi maggiori di farmaci antalgici. Comunque esiste ancora una forma di discriminazione. Alcune donne si vedono ancora essere rimproverate di esagerare, di lamentarsi, per una sintomatologia dolorosa. Lo studio di cui sopra dimostra che questa differenza è fisiologica, legata al sistema immunitario.
I medici sanno da molto tempo che l’infiammazione provoca dolore e che gli anti-infiammatori, come l’ibuprofene o l’aspirina, attenuano in modo efficace il dolore acuto. Ma questo approccio resta inefficace nei dolori cronici. I ricercatori si sono interessati ad una molecola prodotta da alcune cellule immunitarie, l’interleuchina-10 (IL-10), già conosciuta per diminuire l’attività elettrica dei neuroni sensoriali del dolore.
Questi neuroni, presenti in tutto il corpo, si attivano quando una zona è ferita, e inviano un messaggio al cervello. L’interleuchina-10 riduce questa attivazione e dunque il segnale doloroso. Un effetto alleviante che, fatto sorprendente, è indipendente dall’infiammazione. I ricercatori, lavorando sui topolini, hanno scoperto una differenza netta tra i maschi e le femmine. Le femmine producono meno interleuchina-10, e impiegano maggior tempo a recuperare. Il gruppo ha ugualmente identificato le cellule responsabili di questa produzione: i monociti, un tipo di globuli bianchi per lungo tempo sottovalutati.
Lo studio rivela il motivo per il quale questo sistema è più efficace nel sesso maschile. I monociti dei maschi, produttori di interleuchina-10, sono più attivi, stimolati da tassi più elevati di testosterone. Queste cellule possiedono infatti un recettore a questo ormone, che fa aumentare la produzione di interleuchina-10. Anche le donne ne hanno, ma in quantità minore, con conseguente diminuzione di questa risposta immunitaria antalgica.
Questo meccanismo potrebbe riguardare numerosi dolori cronici, notoriamente le neuropatie traumatiche, diabetiche, o indotte da trattamenti anti-cancro, dato che in tutte queste situazioni sono reclutati i monociti. L’idea di stimolare la produzione naturale di interleuchina-10 da parte dei monociti apre prospettive nuove, anche se si è ancora lontani da un’applicazione clinica.