Caserta

 

A pochi giorni dalla tragedia che ha strappato la vita ad Abdellah Rahali, l'operaio algerino di 37 anni precipitato in un cantiere di Corso Italia, l'attenzione degli inquirenti si sposta su quanto accaduto nei minuti immediatamente successivi alla caduta. Non si indaga solo sulla mancanza di sicurezza, ma su un presunto e inquietante tentativo di manipolazione della scena del delitto.

L'ipotesi choc: il cadavere caricato nel bagagliaio

Secondo le prime ricostruzioni - ancora al vaglio della Procura di Napoli Nord e basate sulle analisi delle telecamere di sorveglianza - subito dopo il volo di 15 metri, uno dei responsabili del cantiere avrebbe caricato il corpo dell'uomo nel bagagliaio della propria auto. Stando a questa ipotesi, l'uomo si sarebbe poi allontanato lungo l'Asse Mediano, forse con l'intento di abbandonare il cadavere in un luogo isolato per occultare il lavoro nero e l'illegalità del cantiere. Solo dopo un presunto confronto con un socio in una piazzola di sosta, il titolare sarebbe tornato sui suoi passi, riposizionando Rahali nel cortile dello stabile per simulare una dinamica diversa. Se confermato, questo scenario trasformerebbe l'incidente in una vicenda dai contorni criminali, aggravando le posizioni degli indagati che ora devono rispondere di omicidio colposo e omissione di soccorso.

USB Caserta: "Un sistema che trasforma gli uomini in fantasmi"

Il sindacato USB Lavoro Privato non usa mezzi termini e parla apertamente di "omicidio sul lavoro". La rabbia dei rappresentanti sindacali punta il dito contro un territorio dove il lavoro nero è la norma: "Hanno tentato di farlo sparire come un animale investito. Questo è il risultato di un sistema dove chi denuncia la mancanza di sicurezza perde il posto, e chi muore diventa un ingombro da smaltire".

Il Casertano: terra di sfruttamento e "invisibili"

Il caso di Abdellah Rahali non è purtroppo un episodio isolato, ma si inserisce in una lunga scia di sangue che caratterizza l'Agro Aversano e la Terra di Lavoro. Precedenti sistemici: Negli ultimi anni, tra Villa Literno e Castel Volturno, sono emerse numerose inchieste sul "caporalato dell'edilizia", dove i migranti vengono reclutati all'alba in piazze improvvisate per paghe che non superano i 2-3 euro l'ora. Il silenzio dei "fantasmi": Come accaduto per Rahali, identificato solo grazie alla Caritas, molti lavoratori operano senza documenti, rendendo difficile persino dare un nome alle vittime in caso di tragedia.

Cantieri fantasma: Solo nel 2025, la Campania ha registrato oltre 40 morti sul lavoro, con l'edilizia come settore più colpito. Spesso si tratta di ristrutturazioni abusive o in subappalto selvaggio, dove le ringhiere di protezione sono considerate un "costo superfluo".

Le indagini continuano

Mentre la salma di Abdellah resta a disposizione dell'autorità giudiziaria per l'autopsia presso l'ospedale di Giugliano, i Carabinieri di Aversa continuano a incrociare le testimonianze degli altri operai presenti – molti dei quali fuggiti al momento dell'incidente – per cristallizzare le responsabilità di quello che appare come un dramma sociale prima ancora che giudiziario.