Il problema dei cinghiali che entrano nella villa comunale di Ariano Irpino continua a creare danni al verde pubblico e preoccupazione tra i cittadini.
Gli animali riescono ad accedere soprattutto dalla parte bassa della villa, dove il muretto è più basso e rappresenta il prosieguo della struttura esistente, ma in quel punto risulta facilmente superabile.
E' di ieri sera un ultimo grave episodio, due ragazzine sono cadure in preda allo spavento, mentre scappavano dopo essersi triovate faccia a faccia con l'animale selvatico di grosse dimensioni.
A intervenire con una proposta è Felice Vitillo, ambientalista e animalista, che suggerisce una soluzione semplice e rispettosa degli animali: alzare il muro proprio in quel tratto, rendendolo uniforme al resto della struttura e impedendo così l’accesso dei cinghiali alla villa. Con questo intervento, la villa risulterebbe di fatto completamente recintata, offrendo l’occasione per una chiusura temporanea del parco necessaria a effettuare una manutenzione straordinaria delle piante e dei viali in totale sicurezza.
Vitillo ricorda inoltre che la fauna selvatica è tutelata dalla legge nazionale n.157 del 1992, che disciplina la protezione degli animali e l’attività venatoria in Italia. In questo periodo, con la caccia chiusa, non è possibile intervenire con abbattimenti o catture se non attraverso specifici piani autorizzati dalla Regione Campania.
Per garantire che il progetto sia compatibile con la tutela dei beni storici, il reimpiego delle pietre di Piazza Plebiscito può essere autorizzato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali, in base al codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 42/2004, art. 21 e 29), che prevede il recupero di materiali storici per interventi di restauro e manutenzione.
L’installazione di una targa commemorativa sulle pietre rafforza il valore storico e il rispetto della memoria urbana, rendendo il progetto coerente con la normativa.
Non sarebbe la prima volta che ad Ariano Irpino materiali storici vengono recuperati e riutilizzati. In passato, infatti, le pietre del castello furono utilizzate per realizzare il perimetro del convento dei Cappuccini.
Una proposta che punta quindi a tutelare il verde pubblico, rispettare gli animali e allo stesso tempo valorizzare la storia e l’identità della città, nel pieno rispetto delle leggi italiane e delle indicazioni della Soprintendenza.