Benevento

Esattamente una settima fa il Sannio e Benevento si svegliavano sommersi dall'acqua del fiume Calore esondato in città e sommersi dai detriti trasportati dal nubifragio che ha flagellato tantissimi comuni delle Velli Vitulanese, Telesina e successivamente quelle del Tammaro e del Fortore. A distanza si 7 giorni migliaia e migliaia di persone ancora si trovano a fare i conti con gli incalcolabili danni provocati dal maltempo. Centinaia di attività commerciali inondate dal fango e dall'acqua del calore al pari di numerosissime abitazioni sommerse dalla furia del Calore che in poche ore ha dovuto “accogliere” e smaltire quasi 140 millimetri di pioggia venuta giù dal cielo con una violenza mai vista prima. Giorni di duero lavoro per i volontari di tutte le associazioni presenti nel Sannio, delle forze dell'ordine ed ovviamente per i vigili del fuoco che hanno salvato decine di persone che nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi di erano dovuti rifugiare sui tetti delle case. Un ricordo che va ovviamente anche alle vittime del maltempo. Una pensionata di Pago Veiano, travolta dall'acqua e dai detriti dinanzi alla sua abitazione, un pensionato di Montesarchio, morto probabilmente per un infarto mentre spalava il fango dalla sua casa e un operaio dell'Enel presumibilmente ucciso da una scarica elettrica mentre si trovava al lavoro a Ponte Valentino. Ed ancora, il ricordo di quei momenti tragici dell'esondazione del Calore sono ancora vivi negli occhi dei residenti di contrada Pantano, specialmente in quelli delle tre persone aggrappate ad un palo dell'Enel per oltre due ore per non essere trascinate via e salvate dai vigili del fuoco arrivati in massa con elicotteri e gommoni. La paura degli imprenditori, commercianti, operai e dipendenti delle attività distrutte anche in centro città – via San Pasquale – e nell'area industriale di Ponte Valentino. Tutto questo i sanniti non lo dimenticheranno mai come non dimenticheranno la solidarietà della gente comune scesa in strada a spalare fango... 

Alessandro Fallarino

Per leggere l'articolo completo scarica l'App New di Ottopagine. E' gratuita