Un bambino rimasto gravemente ferito dopo essere stato travolto da una porta di calcio chiederà un risarcimento di tre milioni di euro. L’incidente risale all’ottobre 2024 ed è avvenuto a Giaveno, nel Torinese. Il piccolo, che all’epoca aveva dieci anni, rimase schiacciato dalla struttura metallica e fu ricoverato in condizioni critiche.
Le conseguenze dell’incidente
Il bambino è rimasto in coma per oltre un mese all’ospedale Regina Margherita di Torino. Dopo il lungo ricovero è stato trasferito in una clinica di riabilitazione in provincia di Como, dove ha iniziato un percorso di recupero. A distanza di tempo, però, le conseguenze dell’incidente sono ancora evidenti. Il minore presenta difficoltà fisiche e necessita di un Piano educativo individualizzato (Pei) a scuola, con la presenza di due insegnanti di sostegno. Prosegue inoltre un percorso terapeutico che comprende logopedia, fisioterapia e supporto psicologico.
La richiesta di risarcimento
La famiglia, assistita dall’avvocato Enrico Maria Picco, ha deciso di non accettare la proposta dell’assicurazione, pari a 193 mila euro. L’obiettivo è ottenere un risarcimento più consistente, ritenuto adeguato alla gravità delle conseguenze riportate dal bambino. Secondo i genitori, oltre al danno biologico che dovrà essere valutato nel tempo, sono già evidenti quelli di natura psichica ed esistenziale. Tra gli aspetti più rilevanti viene indicata la possibile “perdita di chance”, legata alle opportunità future che potrebbero essere compromesse dalle conseguenze dell’incidente.
Il processo e l’inchiesta
La famiglia intende costituirsi parte civile nel processo che coinvolge l’associazione Tennis Giaveno e il suo presidente Fabrizio Belmonte. L’indagine, coordinata dalla pm Alessandra Salvati, riguarda l’ipotesi di lesioni personali gravi. Secondo gli inquirenti, le porte da calcetto sarebbero state lasciate ai lati del campo da tennis in violazione delle norme previste dal testo unico sulla sicurezza. Nel frattempo l’associazione ha già versato circa 110 mila euro per coprire le spese mediche sostenute dalla famiglia e ha proposto ulteriori 50 mila euro come anticipo, chiedendo in cambio la rinuncia alla costituzione di parte civile.
La posizione della difesa
La difesa del presidente dell’associazione, rappresentata dall’avvocato Gino Obert, sostiene che la cifra proposta non rappresenta un risarcimento definitivo ma soltanto un acconto. Secondo il legale, sarà possibile definire una valutazione complessiva solo nei prossimi mesi, quando il quadro clinico del bambino si sarà stabilizzato e sarà più chiaro l’impatto delle conseguenze dell’incidente.