Atripalda

di Paola Iandolo 

Un ventenne originario di Atripalda è stato arrestato dagli agenti della Squadra Mobile per aver preso parte ad una truffa ai danni di un’anziana residente a Matera, messa a segno con il metodo ormai noto del falso incidente in cui è incappato il nipote. Il giovane atripaldese è difeso dall'avvocato Alfonso Maria Chieffo e l'interrogatorio di garanzia è previsto per giovedì davanti all’autorità giudiziaria competente di Potenza.

La ricostruzione

Stando a quanto ricostruito dagli investigatori, il ventenne con complice avrebbe utilizzato lo schema tipico delle truffe in danno agli anziani. La vittima sarebbe stata contattata telefonicamente da due persone che si sono presentate come un carabiniere e un avvocato. Alla donna è stato riferito che il nipote era rimasto coinvolto in un incidente stradale, durante il quale avrebbe investito una persona, e che si rendeva necessario pagare con urgenza spese legali e risarcimenti per evitare conseguenze penali.

Il ruolo del complice

Nel corso della telefonata, il presunto avvocato avrebbe spiegato di non poter raggiungere personalmente l’abitazione, annunciando l’invio di un incaricato per ritirare il denaro. Poco dopo si sarebbero presentate alcune persone, tra cui il giovane irpino arrestato, che con questo pretesto si sarebbero fatti consegnare dalla donna contanti e oggetti in oro per un valore complessivo di circa diecimila euro. Le indagini hanno preso avvio dall’analisi dei tabulati telefonici: le schede utilizzate per le chiamate risultavano intestate a cittadini del Bangladesh residenti tra Emilia-Romagna e Veneto, elemento che ha fatto ipotizzare agli investigatori l’esistenza di una rete organizzata alle spalle della truffa.

L'errore commesso dai truffatore

Determinanti ai fini dell'individuazione del presunto responsabile i sistemi di lettura automatica delle targhe e le telecamere di sorveglianza presenti a Matera. I rilevatori hanno individuato il passaggio di un’auto a noleggio proveniente dall’area napoletana, poi ripresa in sosta proprio nei pressi dell’abitazione della vittima. L’analisi dei fotogrammi ha consentito di identificare il ventenne, bloccato mentre citofonava al portone della donna, che successivamente lo ha riconosciuto in fotografia. Le indagini proseguono per identificare gli altri due soggetti che avrebbero partecipato alla truffa.