Napoli

Nove punti di distanza, nove giornate dal termine. Da un lato il gap che separa Napoli e Inter in classifica, dall'altro il numero di turni che mancano per concludere la stagione 2025/2026. Colmare quel gap? Sembrerebbe una mission impossible, e con ogni probabilità lo è. Conte dal canto suo nello spogliatoio non fa calcoli, essendo l'uomo più distante al mondo da voli pindarici: chiede ai suoi di vincere partite, anzi, di vincere la partita a venire e basta. Come sempre.
Poi ci sono i sogni, materia di forgia di Napoli, della napoletanità e in maniera assai amplificata di quel che ruota attorno al club calcistico.
“Un sogno” anche secondo Ciccio Marolda, che ai microfoni di Ottochannel commenta: “E' un sogno, e come tutti i sogni sono destinati a scomparire quando uno riapre gli occhi. E' un peccato vero perché il Napoli quest'anno aveva capacità tecniche, valori, l'allenatore giusto, l'ambiente ideale dopo lo Scudetto dell'anno scorso per ripetersi. Volendo banalizzre si può dire che come l'Inter ha regalato lo scudetto al Napoli nella stagione scorsa altrettanto ha fatto il Napoli con l'Inter quest'anno”.

Ora ol Napoli prepara la sfida al Cagliari, ultima gara prima della sosta, prima di nove incontri che di qui a fine campionato scriveranno il futuro azzurro. Un futuro che a meno di tonfi clamorosi dovrebbe rivedere il club di De Laurentiis in Champions. Un futuro che dai segnali che arrivano da Conte dovrebbe essere ancora con il mister salentino alla guida, con dei paletti però secondo Ciccio Marolda: “Ci sono molte possibilità che Conte rimanga, possibilità aumentate in questi ultimi giorni addirittura. Conte vuol restare e ci mancherebbe pure, e il Napoli vuole tenerselo. Ci sarà da mettersi d'accorso sulla strategia societaria per il futuro. Di sicuro non potranno esserci obiettivi megagalattici sul mercato perché il Napoli deve fare un po' di conti. Ma il Napoli può giocare bene anche senza spendere tantissimi soldi. Per essere un po' cattivi credo che Adl debba riacquistare una centralità nel club e che Conte che è stato bravissimo nei momenti incredibilmente difficili di quest'anno, a mettere in campo una formazione e fare anche risultati, debba mettere da parte questa sua voglia di sentirsi troppo manager, se fa solo l'allenatore di campo Conte è un grandissimo allenatore”.