Una rete internazionale di sfruttamento sessuale di minori che operava attraverso internet è stata ricostruita da un’inchiesta della trasmissione Mise au Point, programma della televisione pubblica svizzera in lingua francese. Secondo il servizio, alcuni pedocriminali pagavano circa 25 franchi svizzeri, poco meno di 30 euro, per assistere in diretta via webcam agli abusi su bambini nelle Filippine.
Il fenomeno è emerso a partire da un’indagine della polizia svizzera che ha rivelato come famiglie o intermediari nel Paese asiatico venissero pagati per trasmettere online violenze su minori a clienti collegati dall’estero.
La testimonianza della bambina
Nel servizio televisivo compare anche la testimonianza di una bambina, identificata con il nome di fantasia Lina, oggi ospite di una casa rifugio per minori vittime di abusi. La giovane racconta che quando aveva otto anni uno zio la costrinse a entrare in casa e a spogliarsi davanti alla videocamera di uno smartphone mentre dall’altra parte della connessione si trovava un uomo straniero.
Secondo i giornalisti della trasmissione, il racconto della bambina rappresenta solo uno dei molti casi di un sistema criminale che sfrutta la vulnerabilità di minori in contesti familiari poveri e isolati, con la richiesta di contenuti trasmessi in diretta su internet.
L’indagine partita per caso
L’indagine della polizia è partita nel 2021 quasi per caso. Gli agenti sono intervenuti a Bremblens, nel Canton Vaud, dopo un episodio di molestia ai danni di una bambina di quattro anni. Analizzando lo smartphone dell’uomo fermato, gli investigatori hanno trovato circa 800 messaggi scambiati con contatti nelle Filippine.
Le conversazioni dimostravano che l’uomo pagava famiglie locali affinché abusassero dei loro figli davanti alla videocamera, consentendogli di assistere agli atti in diretta online. Nel 2024 il responsabile è stato condannato a 10 anni di carcere.
Il profilo dei pedocriminali online
Secondo la Fedpol, la polizia federale svizzera, il fenomeno degli abusi su minori trasmessi via internet è alimentato da una rete internazionale di pedocriminali che operano principalmente su forum online, alcuni dei quali individuati in Canada, Stati Uniti e Australia, spesso ospitati nel dark web.
Il profilo tracciato dagli investigatori descrive uomini con un’età media di circa 54 anni, che utilizzano piattaforme digitali per organizzare pagamenti e richieste di contenuti illegali. In alcuni casi le pene inflitte sono state severe, ma altre sentenze hanno previsto sanzioni più lievi, alimentando il dibattito sull’efficacia della risposta giudiziaria.