Benevento

Lo ha detto anche Floro Flores: più il cerchio si stringe e più diventa difficile. E come quando un tennista ha il match ball e si fa prendere dall'ansia. E' una reazione comprensibile, la chiamano “braccino”. 

Più il coinvolgimento emotivo sulla partita è alto, maggiori sono le ripercussioni. Ma va disattivato con la serenità di chi può contare su un vantaggio così ampio come quello della strega sulla squadra etnea. 

Contro il Foggia anche le aspettative di chi assisteva alla gara possono essere state ingannevoli. 

Uno pensa: la squadra rossonera perde consecutivamente da nove giornate, è ultima in classifica ed ha la peggiore difesa della serie C. Non puoi fare altro che aspettarti gioco spumeggiante e una decina di palle gol, soprattutto perchè trovi il vantaggio dopo appena 18 minuti dall'avvio. 

Invece non è così. Perchè i giocatori non sono macchine e un po' di ansia di questi tempi è legittima. 

Nell'ambito, sia chiaro, di una partita come sempre pressoché dominata e tenuta sempre in controllo. 

Chiediamo come sempre aiuto ai numeri per avvalorare questa tesi: 60 per cento di possesso palla, 12 tiri ad 8 verso la porta avversaria, 14a vittoria casalinga della stagione delle 16 disputate al Vigorito, 16° clean sheet per Vannucchi, 17° risultato utile di fila, con 15 vittorie e due pareggi, e ben 47 punti rastrellati. 

Via, di fronte a tutto questo ben di Dio una partita meno brillante ci può anche stare. 

E' ovvio che lo sguardo come sempre sia rivolto al futuro, che ormai non è neanche più tanto lontano. Le partite che mancano alla fine della stagione sono appena sei e il traguardo quasi si tocca con mano. 

I calcoli ormai li hanno fatti tutti, ma la cosa più naturale che passa per la testa è giocare la prossima e vincerla. Come quelle che l'hanno preceduta. Perchè proprio i calcoli rischiano di far perdere serenità. 

Floro si fida dei suoi ragazzi, ma non molla la presa. E' il momento di chiudere i conti, di finire il lavoro e prendersi questa benedetta promozione. 

La prossima sfida è fissata al Veneziani di Monopoli, di lunedì, ancora in concomitanza con la partita che il Catania giocherà al Massimino contro il Casarano. Lo stadio pugliese recentemente non è stato foriero di grandi risultati, ma proprio nell'anno della prima promozione in B, a dieci anni esatti di distanza, febbraio 2016, quel Benevento fu capace di sbancarlo e di aprirsi il primo varco verso il Paradiso. 

“Corsi e ricorsi storici”: è una teoria che rimane sempre affascinante.