Avellino

I giorni passano e la confusione aumenta. Il Pd aspetta il miracolo dal Santo Marco Alaia che catapultato alla guida di un partito dilaniato da veleni e rivalità interne dovrebbe dare una nuova prospettiva, ricordando un piccolo particolare: da tre elezioni comunali il partito è stato sempre sconfitto. L'ultimo a vincere la sfida elettorale a Piazza del Popolo sotto le insegne del Pd è stato Paolo Foti. Poi, il diluvio.

I transfughi del Pd passati nel centro destra

Anche perché la maggior parte degli eletti nelle gloriose stanze di via Tagliamento da Festa a Nargi a Petitto hanno fatto la valigia e sono passati – senza battere ciglio - dall'altra parte della barricata. Insomma la battaglia da combattere per le amministrative non sarà semplice. E per la verità neppure nel centrodestra si vive un momento esaltante.

La lite tra Martusciello e Cirielli è emblematica di un clima rovente, acceso dal derby Festa-Nargi che rischia di mandare in frantumi l'alleanza. Non c'è solo una questione legata ai simboli di partito di cui Forza Italia farebbe volentieri a meno pur di mettere in campo l'ex sindaca. Ma il problema riguarda anche il ruolo che dovrà avere Gianluca Festa, partito con largo anticipo e ormai già in campo in questa campagna elettorale ancora nebulosa.

Se Roma interviene sul caso Avellino

C'è il rischio, sempre più concreto, che a occuparsi del caso Avellino siano i livelli romani, con scelte calate dall'alto dettate da riequilibri politici che nulla hanno a che fare con le esigenze del territorio. Un pericolo che riguarda anche il centro sinistra o campo largo che sia e che a furia di veti e scelte personalistiche rischia di restringersi sempre di più allontanandosi dai sentimenti degli avellinesi che andranno - si spera - al voto.