Nuova escalation militare in Medio Oriente. Nelle prime ore di mercoledì l’Iran ha lanciato attacchi missilistici verso Israele e alcuni Paesi del Golfo, poche ore dopo un raid israeliano che ha ucciso importanti figure della sicurezza iraniana. Secondo i media statali di Teheran, un attacco condotto dall’esercito di Israele ha provocato la morte di Ali Larijani, alto responsabile della sicurezza iraniana, e del generale Gholam Reza Soleimani, comandante della forza Basij dei Guardiani della Rivoluzione, struttura paramilitare utilizzata anche per la repressione delle proteste interne.
Missili verso Israele e Paesi del Golfo
Subito dopo la notizia del raid, l’Iran ha lanciato missili verso Israele e verso alcuni Stati del Golfo. Esplosioni sono state segnalate negli Emirati Arabi Uniti e in Qatar, mentre sistemi di difesa aerea sono entrati in azione in Arabia Saudita intercettando parte dei vettori. Le autorità locali non hanno diffuso immediatamente un bilancio ufficiale dei danni, ma la tensione nella regione è rapidamente cresciuta con il timore di un allargamento del conflitto.
Raid israeliani anche su Beirut
Nella stessa notte l’aviazione israeliana ha colpito anche il Libano. Un attacco ha distrutto completamente un edificio residenziale nel quartiere Bachoura, nel centro di Beirut. Altri due raid su palazzi in zone centrali della capitale hanno provocato almeno sei morti e 24 feriti, secondo il Ministero della Salute libanese. Negli ultimi giorni gli attacchi israeliani hanno colpito con maggiore frequenza anche aree centrali della città, non solo i sobborghi meridionali storicamente controllati da Hezbollah.
Il bilancio della guerra
Il conflitto tra Iran, Israele e i loro alleati regionali continua ad aggravarsi. Secondo dati diffusi dalle autorità dei Paesi coinvolti, la guerra avrebbe causato almeno 1.300 morti in Iran, oltre 900 in Libano e 14 in Israele. Gli Stati Uniti, impegnati militarmente al fianco di Israele, hanno dichiarato che 13 soldati americani sono stati uccisi e circa 200 sono rimasti feriti.
Esecuzione per presunto spionaggio e tensione sullo Stretto di Hormuz
Nel frattempo la magistratura iraniana ha annunciato l’esecuzione di Kourosh Keyvani, accusato di aver collaborato con il servizio segreto israeliano Mossad fornendo immagini e informazioni su siti sensibili nel Paese. Sul piano internazionale resta alta anche l’attenzione sullo Stretto di Hormuz, uno dei principali corridoi energetici del mondo. Il ministro del Tesoro australiano Jim Chalmers ha dichiarato di non essere a conoscenza di richieste formali degli Stati Uniti per un intervento militare volto a mantenere aperta la rotta marittima.