Benevento

C’è un momento, a Benevento, in cui l’aria di marzo vibra di presenze invisibili. Le storie antiche smettono di essere solo racconti e diventano immagini, suoni, visioni. Dal 20 al 22 marzo, la città torna a incantare con la terza edizione di “Janara – Le Streghe di Benevento” il festival diretto da Antonio Frascadore e Nico Girolamo che trasforma il capoluogo sannita in un palcoscenico a cielo aperto. Ma quest’anno il confine tra leggenda e realtà si dissolve ancora di più: il mito prende forma, colore e corpo grazie alla creatività del Liceo Artistico “Alberti-Virgilio”.

Sotto la guida della dirigente Silvia Vinciguerra, l’istituto si trasforma in un laboratorio vivo, capace di reinterpretare l’immaginario delle janare con uno sguardo contemporaneo, audace e profondamente radicato nel territorio. Non una semplice partecipazione, ma una vera e propria riscrittura visiva del mito.

Il cuore di questa esperienza è la mostra che sarà inaugurata il 20 marzo alle 18 nell’ex Chiesa di Santo Stefano de Neophitis (di fronte alla Basilica di San Bartolomeo, lungo Corso Garibaldi). Qui, tra le mura cariche di storia, prende vita un dialogo potente tra passato e presente. A guidarlo sono le docenti Amelia Rossetti e Carmen Laudato, sotto la cui direzione gli studenti hanno realizzato un maestoso albero di noce.

Non è solo un’installazione, ma un portale. Tra i suoi rami si celano QR code che aprono l’accesso a un ecomuseo digitale: una mappa interattiva in cui la Benevento reale si intreccia con quella leggendaria. Il progetto rappresenta un esempio concreto di come la scuola possa coniugare valorizzazione del patrimonio culturale locale e competenze digitali, offrendo agli studenti l’opportunità di trasformare il folklore in un’esperienza innovativa e accessibile a tutti. Un’esperienza immersiva che dimostra come la tecnologia possa amplificare l’emozione, rendendo il mito ancora più vivo.

Accanto a questa installazione, l’ex chiesa ospita anche i dipinti su tela dei corsi di pittura delle docenti Mariapia Saccone e Caterina Citarella nonché i disegni del biennio realizzati con i docenti Umberto Di Crosta e Leonardo Micele. Un percorso visivo che attraversa stili, sensibilità e linguaggi, uniti da un unico filo narrativo: il fascino senza tempo delle janare.

Ma l’arte, in questi giorni, non resta confinata. Si espande, invade, trasforma la città.

Lungo Corso Garibaldi, la visione prende forma grazie alle scenografie urbane realizzate sotto la guida della professoressa Caterina Citarella: oltre 20 metri quadrati di pannelli conducono i visitatori in un percorso immersivo fino alla Villa Comunale, dove nasce il “Villaggio delle Streghe”. Qui gli studenti hanno progettato gli stendardi dei diversi mondi fantastici — dal Bosco Incantato al Sabba Infernale, dal Borgo dei Giullari al Villaggio Medievale — creando un universo narrativo ricco e suggestivo.

La dimensione performativa completa l’esperienza: circa 60 tra attori e ballerini prenderanno vita grazie al trucco scenico realizzato dagli studenti, trasformandosi in creature del folklore sannita. Le maschere, anch’esse ideate e realizzate dagli allievi, rendono ogni figura unica, sospesa tra teatro e rito.

Non manca la forza evocativa del corso di grafica: sotto la guida della professoressa Tiziana De Tora, attraverso un’accurata ricerca storica e sociologica, gli studenti hanno reinventato luoghi e ambientazioni delle streghe beneventane, mentre con la professoressa Sandra Dello Iacovo, i futuri designer hanno progettato i “segnalibri stregati” ispirati ai volti magici delle janare e che saranno distribuiti ai visitatori durante l’inaugurazione della mostra.

Infine, le stampe calcografiche realizzate dagli studenti della professoressa Mariapia Saccone, incise su matrici di zinco, aprono finestre su mondi onirici e visioni sospese, dove il mito si dissolve e si ricompone in chiave contemporanea.

Quello che prende vita a Benevento non è solo un evento, ma un’esperienza corale. Un progetto multidisciplinare che unisce pittura, grafica, scenografia, calcografia e innovazione digitale. Un esempio concreto di come la scuola possa diventare motore culturale, capace di dare nuova linfa alla tradizione.

Per tre giorni, la città non si limita a raccontare le janare: le fa vivere. E tra le strade, tra le luci e tra i rami di un antico noce, sarà impossibile non lasciarsi attraversare da un senso di mistero e meraviglia.

"Il Liceo Artistico “Alberti-Virgilio” non è solo una scuola, ma una fucina di visioni che trasforma il talento in identità e rende il territorio un’opera d’arte viva".