"Parliamone insieme, è giusto dire no al referendum costituzionale. Focus nel capoluogo irpino, con il coordinamento del comitato "Giusto dire no e dell'Anm di Avellino". Il tema dell'appuntamento che si è tenuto ad Avellino scalo hub enogastronomico. Ad introdurre i lavori il giornalista Pierluigi Melillo, direttore dell'emittente televisiva regionale Otto Channel e del quotidiano d'informazione online Ottopagine.
Al tavolo: Pasquale Acone avvocato civilista del foro di Avellino, Michela Troisi docente di diritto costituzionale Università Federico II di Napoli, Carlo Longobardo docente di diritto penale Università Federico II di Napoli, Daniela De Stefano praticante avvocato del foro di Avellino, Guglielmo Scarlato avvocato penalista del foro di Salerno, Diego Dinardo giudice del tribunale di Santa Maria Capua Vetere e componente della giunta Anm di Napoli.
Fabrizio Ciccone, giudice del tribunale di Avellino: "Abbiamo condotto questa campagna referendaria con grande difficoltà e siamo arrivati adesso alle battute finali. La partita è apertissima e veramente si gioca all'ultimo voto. Noi riteniamo che questa riforma sia molto pericolosa perché altera in maniera irreversibile gli equilibri e i rapporti fra il potere giudiziario da un lato, e il potere legislativo ed esecutivo dall'altro. Le finalità sottese alla riforma non non sono state frutto di una nostra suggestione o una nostra mistificazione ma purtroppo sono stati gli stessi proponenti della riforma che in più occasioni si sono lasciati scappare quelle che erano le reali finalità, cioè sostanzialmente di indebolire in maniera progressiva la magistratura ordinaria. Possiamo dire ridimensionare il suo potere di intervento e di controllo della legalità ed evitare quella che è stata definita un'indebita invasione di campo nel nell'azione diciamo dei pubblici poteri. Noi riteniamo che questa riforma, sia nel metodo sia nel merito sia da respingere.
Diego Dinardo giudice del tribunale di Santa Maria Capua Vetere: "Parlare della riforma delle carriere e cercare di capire che cos'è questa riforma e come cercare di capirlo da un da un da una tessera all'intero mosaico. In realtà se si vuole analizzare in maniera oggettiva l'intera riforma bisogna considerare tutti gli aspetti della medesima quindi non soltanto la separazione delle carriere ma anche la riforma del CSM e la previsione di un'alta Corte disciplinare un organo nuovo istituzione che aggrava i costi per lo Stato e che tende a porre il magistrato in una posizione di maggiore debolezza rispetto alla politica".
Guglielmo Scarlato avvocato penalista del foro di Salerno: "Si è discusso del sul sorteggio in modo sbagliato perché il problema reale è che vengono introdotti due tipi diversi di sorteggio. Il sorteggio aperto e libero per i magistrati e il sorteggio pilotato e circoscritto a liste predeterminate per la componente laica. È ovvio che questa asimmetria rende squilibrato il rapporto e quindi droga lo sviluppo naturale delle funzioni del Consiglio Superiore della Magistratura".
Carlo Longobardo docente di diritto penale Università Federico II di Napoli: "Sentendo alcuni che parlano della riforma del sì sembrerebbe quasi di sentire quella canzone di Lucio Dalla. Quella che dice sarà tre volte Natale e luce tutto il giorno, perché oggettivamente non si può pensare che una riforma costituzionale possa essere prima di tutto fatta in questo modo, perché non può partire da un disegno di legge governativo. Avere un doppio passaggio Camera e Senato senza aprire nessuna discussione, per poi arrivare ad un referendum in cui giustamente le persone non hanno ancora capito bene per che cosa debbano andare a votare
Ma io credo che la giustizia sicuramente ha dei problemi. Io però partirei prima di tutto dai requisiti strutturali. Vede, noi non abbiamo mai avuto da parecchi anni a questa parte una pianta organica completa della magistratura. Non abbiamo mai avuto una pianta carica completa di cancellieri e di segretari e questo incide pesantemente sui tempi della giustizia. Tutti vogliono tempi veloci però io credo che la giustizia un tanto al chilo sia qualcosa di estremamente negativo, perché ci sono procedimenti penali difficili ci sono procedimenti penali per cui io mi auguro che il giudice perda un po di tempo in più per potere effettivamente dare giustizia".