Lettera aperta al commissario prefettizio al Comune di Avellino, Giuliana Perrotta, da parte di Franco Festa, portavoce del Comitato per la Salvezza della Dogana. "Gentilissimo commissario, grati dell’invito, parteciperemo con piacere, oltre che per rispetto istituzionale, alla cerimonia di inaugurazione della Dogana. Non possiamo però non esprimere le nostre preoccupazioni per l’avvenire che si prefigura. Mentre avevamo apprezzato la decisione di utilizzare i futuri fondi Prius per il restauro delle statue e l’abbellimento della piazza, siamo rimasti stupiti per la scelta di escludere i due progetti presentati per l’uso della Dogana, al fine di partecipare al finanziamento della Fondazione Sud. Le motivazioni addotte nella delibera risultano particolarmente fumose. A questo punto, comunque, la strada maestra è quella che si affidi tutto al prossimo Consiglio comunale. È sicuramente inventata l’indicazione, che pure circola, di un prossimo bando del Comune aperto ai privati. Una tale ipotesi sarebbe contraria alla difesa dell’interesse pubblico che Ella ha sempre manifestato, una specie di resa sul campo prima ancora di iniziare. Per ciò che ci riguarda l’idea della Dogana come bene pubblico, come volano dello sviluppo civile e culturale del centro storico, è stata fin dall’inizio al centro del nostro impegno, che dura ormai da 17 anni. Il pensiero che possano essere interessi privati a mettere le mani su una struttura così importante è per noi un colpo al cuore: si vanificherebbe in un soffio tutto".
"Non abbiamo bisogno di altre sfilate propagandistiche"
"Per l’immediato, intanto, la invitiamo con sollecitudine a fare il possibile affinchè la Dogana non apra e richiuda subito. Si sposti immediatamente qualche ufficio comunale nella nuova struttura, specie quelli che si dedicano alle questioni giovanili, cui la struttura è dedicata; si cominci a usare la sala convegni, sia pure con minime attrezzature: anche se non è di buon auspicio il fatto che, a quanto sembra, tutti i fondi disponibili sono stati dirottati sul completamento dello stabile, anche i fondi che dovevano servire per gli arredi interni. Ciò che comunque non è accettabile, e siamo certi che non è nelle sue intenzioni, è che l’inaugurazione si riduca a una passerella nel vuoto, per un bene che dal giorno successivo resterà chiuso. Di tutto Avellino ha bisogno, meno che di altre sfilate propagandistiche. Già ci bastano quelle che si scorgono sui muri della città, con la Dogana ridotta a medaglia di carta. Non abbiamo lavorato per questo, non abbiamo dedicato il nostro impegno e la nostra cura a questo, non saremo mai complici di questo".
"Comincino a fare proposte concrete per il suo utilizzo pubblico"
"La nostra intenzione era quella di considerare chiusa la nostra esperienza a partire dalla inaugurazione. Ci rendiamo ora conto che ciò non è possibile, poiché la salvezza della Dogana non è mai stata per noi solo il completamento esterno dell’opera, ma la restituzione di un corpo vivo e pulsante alla città. Fino a che ciò non accadrà, noi andremo avanti. Siamo consapevoli però che il nostro compito non può andare oltre quello della sorveglianza e della sollecitazione civile e siamo convinti che spetterebbe finalmente alle forze politiche e ai movimenti porre la questione della Dogana al centro del proprio impegno. Comincino a fare proposte concrete per il suo utilizzo pubblico - mai per la sua svendita ai privati - a partire dai programmi elettorali che tra poco saranno presentati; si facciano seguire poi i fatti alle parole. Per anni ciò non è stato fatto, sarebbe finalmente ora di farlo. Grati per l’impegno profuso, le porgiamo i nostri distinti saluti".