Rito abbreviato condizionato all'esecuzione di una perizia psichiatrica curata da uno specialista indicato dal Gip, indipendentemente dalle conclusioni alle quali è arrivato il dottore Salvatore Tramontano, consulente della Procura di Benevento.
E' la richiesta che l'avvocato Giovanni Santoro depositerà nei prossimi giorni dopo la fissazione del giudizio immediato dinanzi alla Corte di assise per il prossimo 20 maggio – una notizia anticipata ieri dai quotidiani molisani – per Salvatore Ocone, 59 anni, in carcere dal 30 settembre 2025 con l'accusa di aver ucciso la moglie, Elisa Polcino, 49 anni, e il figlio Cosimo, 15 anni, con una pietra del peso di 12 chili con la quale aveva ridotto in fin di vita anche la figlia Antonia, 17 anni, scampata alla morte per un miracolo ed ora tornata finalmente a casa dopo un lungo percorso di riabilitazione che non è ancora concluso.
La possibilità di ricorrere ad un rito alternativo come l'abbreviato, che prevede in caso di condanna la riduzione della pena di un terzo, è consentita dalle norme vigenti in caso, appunto, di giudizio immediato. Se il giudice non disporrà la perizia, allora l'abbreviato sarà 'secco'.
Come più volte ricordato, si tratta di una storia sconvolgente. Salvatore aveva colpito Elisa e Antonia mentre erano a letto, Cosimo nel soggiorno della loro abitazione a due piani alla contrada Frasso; poi aveva caricato i due ragazzi nella Opel con la quale si era messo in viaggio: di qui anche l'addebito di sequestro di persona.
L'auto era stata intercettata nelle campagne di Ferrazzano, sul sedile posteriore c'era il corpo senza vita di Cosimo, mentre Antonia era in condizioni disperate. Era gravissima, ma respirava ancora. Un dramma assurdo, anche Mario, l'altro figlio, quando aveva saputo, era partito dall'Emilia Romagna, dove lavorava. Salvatore era stato arrestato dai carabinieri, è affetto da una psicosi cronica che probabilmente non stava curando come avrebbe dovuto.
Aveva spiegato al procuratore Gianfranco Scarfò e al sostituto Chiara Marcaccio di aver aggredito la coniuge perchè la riteneva troppo autoritaria e aggressiva nei suoi confronti, e di essersela presa anche con i figli. Antonia e Mario sono assistiti dall'avvocato Nicodemo Gentile.