Napoli

Non è più solo un’allerta isolata, ma una vera e propria strategia di trinceramento sanitario. La Regione Campania, a fronte di un sensibile incremento dei casi di Epatite A, ha deciso di rompere gli indugi. Attraverso la Direzione Generale Salute, Palazzo Santa Lucia ha attivato una serie di "leve di sanità pubblica" per arginare un focolaio che preoccupa i tecnici per la sua rapidità di diffusione. L’offensiva regionale non si limita alla sorveglianza epidemiologica, ma entra con forza nel campo della prevenzione attiva: la vaccinazione anti-HAV diventa gratuita per le categorie fragili e i lavoratori più esposti.

Il Piano Vaccinale: Chi ha diritto alla dose gratuita

Per rispondere con "rigore e tempestività", la Regione ha stanziato fondi specifici per potenziare l'offerta vaccinale. Le Aziende Sanitarie Locali (ASL) sono già state mobilitate per garantire la somministrazione gratuita ai seguenti target:

Personale sanitario e sociosanitario: in prima linea nel contatto con i pazienti.

Operatori della filiera alimentare: figure chiave per interrompere la catena di trasmissione oro-fecale.

Pazienti fragili e popolazione pediatrica: soggetti a maggior rischio di complicazioni o esposizione.

Contatti stretti: chiunque sia entrato in contatto con soggetti infetti riceverà la profilassi senza costi.

Sotto inchiesta la filiera dei molluschi: il rischio del "crudo"

L’indagine tecnica condotta dalla rete scientifica campana ha riacceso i riflettori su un nervo scoperto della cultura gastronomica locale: il consumo di molluschi bivalvi (cozze, vongole, ostriche). I campionamenti effettuati hanno confermato come questi organismi agiscano da filtri, accumulando particelle virali di HAV in acque contaminate. Il monito della DG Salute: "La semplice apertura delle valve in cottura non basta. Per neutralizzare il virus, il prodotto deve essere cotto uniformemente. I frutti di mare 'appena scottati' restano un veicolo d'infezione pericolosissimo".

Non solo frutti di mare: il caso dei frutti di bosco surgelati

L’inchiesta epidemiologica amplia il raggio d’azione anche ai prodotti della terra. Se per la frutta fresca il lavaggio sotto acqua corrente è sufficiente, per i frutti di bosco surgelati la procedura è tassativa: devono essere portati a ebollizione (100°C) per almeno due minuti. L'abitudine di usarli crudi per guarnire dolci o yogurt è attualmente sconsigliata dalle autorità sanitarie.

Quando consultare il medico

Il virus dell'Epatite A ha un'incubazione che può arrivare fino a 50 giorni. I sintomi da monitorare con attenzione sono: febbre, nausea, urine scure, feci chiare e l'ittero (colorazione giallastra della pelle e degli occhi). Sebbene la guarigione sia solitamente completa, il decorso può essere critico per anziani e persone con patologie epatiche pregresse. La Regione assicura che il monitoraggio resterà costante, pronta a intervenire con ulteriori restrizioni se la curva dei contagi non dovesse flettere nei prossimi giorni.