Lo Stretto di Hormuz resta formalmente aperto al traffico marittimo internazionale, ma con una significativa eccezione: le navi legate ai cosiddetti “nemici dell’Iran”. È quanto dichiarato da Ali Mousavi, rappresentante iraniano presso l’Organizzazione marittima internazionale (Imo) delle Nazioni Unite, secondo quanto riportato da media internazionali.
Una apertura condizionata
Secondo Mousavi, Teheran non intende bloccare completamente uno dei passaggi strategici più importanti al mondo per il trasporto di petrolio e merci. Tuttavia, le imbarcazioni riconducibili a Paesi considerati ostili non potranno transitare nello stretto.
Le altre navi, ha spiegato il funzionario iraniano, potranno continuare ad attraversare l’area coordinandosi con le autorità di Teheran per le misure di sicurezza. L’Iran ha inoltre ribadito la disponibilità a collaborare con l’Imo per garantire la protezione dei marittimi e la stabilità della navigazione nel Golfo Persico.
Nel suo intervento, Mousavi ha sottolineato che la diplomazia resta una priorità, ma ha anche indicato come condizione necessaria la cessazione delle ostilità e il ripristino della fiducia reciproca. Ha attribuito la responsabilità della tensione agli attacchi di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran.
L’accusa di Netanyahu
Di segno opposto le parole del premier israeliano Benjamin Netanyahu, intervenuto ad Arad. Il leader ha sostenuto che gli ultimi sviluppi dimostrano come l’Iran rappresenti una minaccia globale. Netanyahu ha affermato che Teheran avrebbe lanciato un missile balistico a lunga gittata, capace di raggiungere circa 4.000 chilometri, colpendo l’area di Diego Garcia, base strategica nell’Oceano Indiano. Secondo il premier, questa capacità dimostrerebbe il potenziale iraniano di colpire anche aree profonde dell’Europa.
“Di quali altre prove avete bisogno”, ha dichiarato, “per convincervi che questo regime debba essere fermato?”.
Rischi per commercio ed energia
Lo Stretto di Hormuz rappresenta un nodo cruciale per l’economia globale: una quota significativa del petrolio mondiale passa da questo corridoio marittimo. Qualsiasi restrizione, anche parziale, rischia di avere ripercussioni immediate sui mercati energetici e sulla sicurezza delle rotte commerciali. L’apertura selettiva annunciata da Teheran introduce un elemento di forte incertezza operativa per compagnie di navigazione e assicurazioni marittime, già in allerta per l’escalation nella regione.
Scenario internazionale
Il confronto tra Iran e Israele, con il coinvolgimento indiretto degli Stati Uniti, continua a mantenere alta la tensione in Medio Oriente. Le dichiarazioni incrociate evidenziano un deterioramento del clima diplomatico e aumentano il rischio di incidenti militari o blocchi parziali delle rotte.
Nei prossimi giorni sarà determinante il ruolo delle organizzazioni internazionali e dei canali diplomatici per evitare un’escalation che potrebbe avere conseguenze globali.