Benevento

Questa giornata di serie C è come “a tazz e cafè” di Murolo: che inizialmente ha lo zucchero “sotto” e sopra è amara, ma tanto giri il cucchiaino che “o ddoce 'e sott' 'a tazza fin'a 'mmocca mm'ha da arrivà”. La metafora sembra fatta apposta per descrivere l'andamento di questo 33° turno della Lega Pro, che ha consumato due terzi delle sfide con in campo le squadre in lotta per non retrocedere e quelle che vogliono accaparrarsi un posto a ridosso delle prime. 

E stasera invece manda contemporaneamente sui terreni di gioco le prime tre della classifica. Il “dolce” che viene su girando il cucchiaino, proprio come in una tazzina di caffè.

E così il Benevento prova a fare un altro passettino avanti verso la promozione con l'ansia del risultato che giustamente lo pervade, mentre il Catania ha il cuore in tumulto e la mente in subbuglio, in dubbio se pensare ancora a qualcosa che sembra inarrivabile o preparare senza rimpianti i prossimi play off. Viali ha messo le mani avanti sottolineando che in 5 giorni non si può rivoltare la situazione come un guanto e che le preparazioni precampionato durano in media 45 giorni. Le squadre pugliesi si ergono a giudici del campionato. Al Casarano di Mino Chiricò piacerebbe firmare l'impresa al Massimino, il Monopoli di Alberto Colombo vorrebbe confermare la sua nomea di “bestia nera” della strega, un po' per la classifica, un po' per soddisfazione personale. Perché fermare la capolista fa curriculum. Il Benevento si affida ai protagonisti di sempre, sgombra la mente da inutili calcoli, lo sa che bastano pochi punti per toccare il cielo, ma bisogna conquistarli. Senza patemi, ma esaltando l'aforisma del drammaturgo tedesco Lessing: “L'attesa del piacere è essa stessa il piacere”.

La “terza forza”, la Salernitana, per una notte è stata “quarta”, scavalcata dal Cosenza. Ma la “bersagliera” di Serse Cosmi chiederà stasera al brillante Altamura di Devis Mangia di riconquistare il podio e riprendersi ciò che ritiene suo. Serse ha detto con la semplicità che gli è congeniale che la Salernitana deve far diventare “le vittorie un evento naturale”. Parte dalla mente “l'uomo del fiume”, per presentare alla lotteria dei play off una squadra che sappia recitare il ruolo che tutti gli assegnavano prima dell'inizio della stagione.